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Edilizia/ Grave crisi in Capitanata

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I sindacati: la risposta è la contrattazione. «Obiettivo è lotta a lavoro nero e a infiltrazioni anomale».

 

 «Stupore nell’atteggiamento dilatorio dell’Ance nella definizione del Contratto integrativo provinciale di lavoro del settore edile la cui piattaforma è stata presentata già nell’ottobre 2010 e che non vede ancora la sua definizione» viene espressa dai sindacati dell’edilizia di Capitanata. Lo scrivono, in una nota congiunta, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil . «Riteniamo che tale situazione sia determinata da una ingiustificata imposizione dell’Ance regionale – scrivono – che di fatto disattende quanto definito in sede di contrattazione nazionale adducendo come motivazione lo stato di crisi del settore bloccando, di fatto, la definizione dei contratti nelle province pugliesi».

Invece, continuano i sindacati, «proprio per il fatto di essere interessati da una grave situazione di crisi ponga, a tutte le parti sociali del settore edile, la responsabilità di uscirne con rinnovati strumenti e regole che impediscano l’infiltrazione, in questo settore, di anomalie tendenti a delegittimare le aziende sane creando una situazione favorevole al proliferare del lavoro nero, già massicciamente presente nel settore ed in particolare in provincia di Foggia, e che ai lavoratori edili vengano riconosciuti quegli aumenti, legati alla produttività, così come definiti nella contrattazione nazionale».

Il settore dell’edilizia nella provincia di Foggia, secondo i dati della Cassa edile di Capitanata, è attraversato da una grave crisi che vede migliaia di lavoratori fermi da tempo (- 8% rispetto ai dati già negativi del 2010) e circa 400 imprese edili che non aprono cantieri.

Una soluzione, però, c’è, e l’esempio viene da Taranto, sostengono i sindacati: «La sottoscrizione dell’integrativo in provincia di Taranto, coerente con il Ccnl nazionale, dimostra che il rinnovo della contrattazione integrativa in edilizia, in Puglia, è possibile e che sono speciosi i tentativi di porre in essere azioni dilatorie. Siamo fiduciosi che l’Ance di Foggia possa sottrarsi a questo gioco, in virtù degli sforzi che insieme stiamo mettendo in atto proprio per combattere il lavoro nero e le infiltrazioni anomale, e che acceleri la definizione dell’intesa che riguarda migliaia di lavoratori edili in provincia di Foggia già dai primi giorni del nuovo anno», conclude la nota.


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