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Palese: sanità pugliese ormai al collasso

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L’assessore Fiore: solo chiacchere.

 

 La situazione della sanità in Puglia continua a suscitare polemiche. A intervenire è ancora una volta il capogruppo regionale del Pdl, Rocco Palese, che segnala un’emergenza in tutta la Regione e in particolare nella provincia di Lecce dove «la situazione è drammatica, al limite del collasso, ferma a sette anni fa. Ciò purtroppo conferma quanto da tempo affermiamo: la politica sanitaria della Regione Puglia in questi ultimi anni è stata improntata al taglio dei servizi e non al taglio degli sprechi. Questo è inaccettabile in una Regione in cui i cittadini pagano 338 milioni di euro di tasse regionali in più all’anno». «Crediamo – aggiunge Palese – che il nuovo anno debba iniziare con una severa e puntuale ricognizione della sanità in tutte le province e che il governo regionale abbia il dovere morale di garantire quantomeno i servizi essenziali ai cittadini vessati dalle tasse. Chiediamo quindi che Fiore venga a riferire in commissione sanità».
«Reparti accorpati, attività ambulatoriale ridotta, turni massacranti nelle rianimazioni, sale operatorie chiuse. Una sanità, quella pugliese, messa in ginocchio dalla fuga di medici e infermieri che, avendo maturato il diritto alla pensione, si chiudono definitivamente alle proprie spalle la porta del caos in cui versano i nostri ospedali», aggiunge il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano. «Dopo due mesi e mezzo dalla legge regionale che ha imposto alle Asl di predisporre finalmente le piante organiche alla luce dei tagli effettuati con il Piano di rientro, tutto appare ancora in alto mare, come se non ci si rendesse conto della inderogabilità di questo adempimento per poter assumere personale sufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza», denuncia poi il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco. «A sei anni e mezzo di distanza dall’avvento di Vendola – insiste Andrea Caroppo, consigliere della Puglia prima di tutto – con la sua promessa di una sanità “migliore” e gratuita per tutti, siamo al collasso generalizzato».
«Di fallimento politico della giunta Vendola proprio in quella materia, la Sanità, che condusse l’attuale governatore alla vittoria elettorale nel 2005», parla il consigliere regionale di Futuro e Libertà, Eupre pio Curto: «Fino ad oggi – ha concluso Curto – sulla questione Sanità, Vendola ha goduto di una sorta di credito preventivo giustificato dalla credibilità dell’assessore Fiore. Ma ormai quel credito è stato abbondantemente dilapidato sia dall’uno che dall’altro. Vengano subito, e insieme, in Commissione Sanità non tanto a discutere di ulteriori tagli, quanto di opportune razionalizzazioni, altrimenti per chi vorrà ricoprire puntualmente il ruolo di opposizione non resterà che una unica arma: l’ostruzionismo».
La replica dell’assessore Tommaso Fiore non tarda a giungere: «L’indigestione di comunicati, evidentemente conseguente ai cenoni di fine anno – afferma – tende a nascondere i risultati ottenuti nel primo anno di Piano di rientro e costituisce opposizione preventiva all’inevitabile continuazione dell’attività di riordino ospedaliero che avrà a breve ricadute sulla riorganizzazione dei punti nascita, conseguente ad un accordo Stato-Regioni che tutti i consiglieri regionali ben conoscono».
Secondo Fiore «il nuovo anno inizia con una batteria di lamentazioni incomprensibili. Non c’è dubbio che sia utile, oltre che necessario, alleggerire il blocco del turn over al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza».
«Per ottenere tale risultato – conclude Fiore – sarebbe opportuno che agli sforzi del governo regionale e dell’assessorato alla Sanità, si associ una responsabile ed unitaria presenza dei partiti e dei gruppi di tutto il Consiglio, piuttosto che un irresponsabile chiacchiericcio» .


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