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Omicidio Rizzi: indagini concentrate nel mondo della mafia di Foggia

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Tredici i fori di proiettili trovati sul corpo di Giosuè Rizzi, ucciso ieri mattina a Foggia in via Napoli, nei pressi dell’istituto commerciale Blaise Pascal.   E’ quanto emerso dalla prima ispezione cadaverica effettuata dai medici legali degli Ospedali Riuniti: dunque, la vittima sarebbe stata raggiunta da non meno di sei o sette proiettili. Secondo gli agenti della squadra mobile  i killer potrebbero aver sparato con una pistola calibro 9 e con un revolver. Naturalmente sarà l’autopsia a chiarire con esattezza la dinamica dell’omicidio.
Sei gli stub effettuati dagli investigatori su personaggi legati al mondo della criminalità organizzata del capoluogo dauno. Diverse anche le persone interrogate e le perquisizioni effettuate. L’omicidio è avvenuto in una strada frequentata quotidianamente da Rizzi che ogni giorno si recava al bar del distributore di benzina di via Napoli per prendere l’aperitivo e dopo tornava a casa.  Un omicidio  che al momento è ancora avvolto dal mistero. Rizzi era considerato un personaggio “super partes” e intratteneva rapporti buoni con entrambe le batterie della criminalità organizzata foggiana. La vittima non temeva per la propria vita e si muoveva liberamente senza preoccupazioni.
Un omicidio, sul quale sta indagando anche la direzione distrettuale antimafia di Bari, che non sembra ancora legato ad un movente ben chiaro. Non è escluso che Rizzi sia stato eliminato perché, pur non essendo più legato ad alcun clan della Società, era ancora una presenza ingombrante.


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