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Processo Medioevo/ L’Accusa: “Devi mettere il guardiano se no ti faccio saltare in area”

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In otto in attesa di giudizio.

 

 La prima udienza del processo «Medioevo» a 8 viestani, svoltasi ieri davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia, è ,stata caratterizzata dalle questioni preliminari, dall’ammissione delle parti civili (Comune Vieste, locale associazione antiracket, Federazione antiracket italiana, ministero dell’Interno tramite l’avvocatura dello Stato, 5 privati presunte vittime dei taglieggi) e dall’ammissione delle prove: prossima udienza il 16 febbraio. Il processo «Medioevo» conta 8 imputati accusati a vario titolo di 4 estorsioni e tentate estorsioni aggravata dalle finalità mafiose collegate alla fenomeno della guardiania, e di ricettazione. In attesa di giudizio ci sono Angelo Notarangelo. 34 anni, detto «cìntarìdd’», presunto capo dell’omonimo clan; Marco Raduano, 28 anni; Liberantonio Azzarone 21 anni: Domenico Colangelo di 33 anni; Giuseppe Germinelli, 44 anni, Giambattista Notarangelo (cugino di Angelo), 39 anni; Pitro Papagni di 55 anni: e Giampiero Vescera di 22 anni, tutti viestani. A Colangelo, Germinelli, i due Notarangelo e Papagni si contestano a vario titolo 4 espisodi diestorsione e tentata estorsione aggravati dalle finalità mafiose per fatti avvenuti tra il 2002 e il 2010′ a Raduano, Azzarone e Vescera ‘si contesta invece la ricettazione di un carrello per il trasporto di una cisterna che sarebbe stata utilizzata per irrigare una piantagione di canapa indiana (ma lo spaccio di droga non è tra i capi d’imputazione). Nella prossima udienza del 16 febbraio il processo «Medioevo» sarà riunito ad un altro procedimento penale, costola della stessa inchiesta che vede imputati di estorsione aggravata dalle finalità mafiose ai danni di un imprenditore viestano sempre Angelo Notarangelo e Marco Raduano (vicenda per la quale furono arrestati il 15 novembre scorso: Notarangelo era già detenuto da aprile, Raduano era libero). Il clan Notarangelo – contesta sostanzialmente il pm della Direzione distrettuale antimafia di Bari Giuseppe Gatti che rappresenta l’accusa nel processo «medioevo» – avrebbe imposto a imprenditori viestani tra agricoltori e titolari di campeggi, villaggi turistici, lidi balneari, di assumere guardiani. Richieste talvolte precedute da atti intimidatori quali furti, danneggiamenti e incendi e seguite da richieste di questo tenore: «quando ti sbrighi a mettere il guardiano, se non lo fai entro due giorni ti faccio saltare in aria»; «ci dobbiamo aggiustare»; «mi manda Angelo, mi devi dare 15mila euro; «hai visto che ti ho fatto ritrovare tutto? Vedi che mi devi dare 4mila euro per il ritrovamento dei mezzi, vedi che devi metterti un guardiano al villaggio perchè altrimenti le cose si complicano»; «riferisci che se non vuole più danni deve mettere noi come guardiani»; «se non paga entro 4 giorni, facciamo saltare tutto; «pagate i vostri debiti se non volete tragedie serie». Gli imputati si dichiarano innocenti. Sono 30 i testi citati dalla Dda, una cinquantina quelli della difesa.


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