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Scommesse, otto giocatori indagati. Bari e Lecce rischiano di retrocedere

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Otto giocatori che lo scorso anno militavano nelle squadre pugliesi di serie A sono accusati di frode sportiva: cinque del Bari e tre del Lecce. Le carte da Cremona finiscono a Bari e alla Figc.

 

 Otto giocatori che lo scorso anno militavano nelle squadre pugliesi di serie A sono indagati per frode sportiva: cinque del Bari e tre del Lecce. Le carte che da Cremona finiscono sul tavolo del procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, ma anche su quelle del procuratore della Figc, Stefano Palazzi: tradotto, presto potranno essere guai. Per i giocatori ma soprattutto per le squadre che rischiano penalizzazioni fino a otto punti e anche la retrocessione, qualora fosse appurata una responsabilità oggettiva della società.

A finire nei guai sono tutti quei calciatori citati nel verbale del 27 dicembre scorso da Carlo Gervasoni, "il pentito", il gancio degli Zingari che negli anni scorsi ha giocato anche nel Bari. La Procura di Cremona ha ufficializzato soltanto ieri le iscrizioni perché ha voluto prima effettuare alcuni riscontri, per esempio cercare se nei ritiri delle squadre c’erano gli Zingari, come l’associazione era solita fare. I riscontri sono arrivati. Ed è arrivata l’iscrizione dei calciatori. I baresi sono Andrea Masiello (ora all’Atalanta), Nicola Belmonte (Siena), Daniele Padelli (Udinese), Marco Rossi (Cesena), Simone Bentivoglio (Sampdoria) e Alessandro Parisi (Torino). "La prima partita di serie A combinata di cui parlai  –  ha raccontato Gervasoni al procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino  –  è Palermo-Bari del 7 maggio 2011, finita 2-1, laddove il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari, con almeno due gol di scarto: si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell’immediatezza della partita, in quanto ho scommesso sulla medesima". "Ricordo  –  aveva raccontato Gervasoni  –  che sempre secondo quanto lui mi riferì, era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno che gli stesse vicino. Gegic mi riferì che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perché Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combine".

La partita con il Palermo non è l’unica giocata dal Bari la scorsa stagione finita al centro delle attenzioni della magistratura: su tutte spiccano quelle interne contro Chievo e Sampdoria e quelle esterne con Parma e Bologna al centro degli accertamenti degli investigatori. La situazione del Bari (al netto delle posizioni dei singoli calciatori) appare, per il momento, meno delicata di quella del Lecce che invece sembra la squadra (insieme con la Lazio) al centro di questa tranche dell’indagine di Cremona. Al momento le attenzioni degli investigatori  –  con tanto di riscontri  –  sono su Genoa-Lecce del 23 aprile 2011, Lazio-Genoa del 15 maggio e Lecce-Lazio del 22 maggio. Inoltre "non sembrano essere state millanterie quelle del portiere Paoloni sul ruolo di Corvia e Inter-Lecce" ha spiegato il procuratore Di Martino.

L’attaccante giallorosso Daniele Corvia è indagato già dall’estate per frode sportiva qui a Cremona. Gli accertamenti degli investigatori sembrerebbero appurare una serie di suoi rapporti con Paoloni e con il gruppo degli zingari. Iscritti nel registro ci sono ora anche i portieri Benussi e Rosati (ora al Palermo) tirati in ballo sempre da Gervasoni nel suo interrogatorio. Da valutare la posizione di Ferraio, il difensore che avvicinato da Zamperini (un altro degli arrestati) avrebbe però rimandato al mittente la proposta degli Zingari di truccare la partita. "Io nemmeno gioco" avrebbe risposto, senza però denunciare il tentativo della combine come invece ha fatto il difensore del Gubbio, Simone Farina.


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