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Manfredonia/ Gasolio troppo caro pescherecci fermi

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Con gli aumenti costanti del prezzo del gasolio che oggi costa ai pescatori 80 centesimi di euro al litro, il settore della pesca continua ad appesantire la zavorra che lo sta trascinando sempre più a fondo. «Con i ricavi del pescato – dicono i pescatori pressochè concordemente – non si pareggiano nemmeno più i costi. Conviene semmai tenere la barca ferma. E questo conviene farlo, se così si può dire vista la situazione drammatica, maggiormente adesso nel periodo invernale, in cui è necessario fare tante miglia lontano da terra se si vuole pescare qualcosa.

Perchè siamo “costretti” a spingerci tanto al largo? Perchè non ci è data più la possibilità di effettuare le pesche speciali del rossetto e del bianchetto, vietate dal regolamento europeo».

Ed in un momento di grave crisi per il settore della pesca quelle limitazioni sono ancora più penalizzanti. Lo rimarca alla Fai-Cisl di Manfredonia: «sono un boccone amaro da accettare le restrizioni che la comunità europea ha imposto al comparto e alle quali ha dovuto adeguarsi anche la marineria sipontina che ha dovuto privarsi della boccata di ossigeno. Sì» dicono al sindacato «era una vera e propria boccata d’ossigeno perchè la marineria sipontina respirava grazie a questa attività e allo stesso tempo in qualche modo riusciva a fronteggiare aumenti di tasse e costi di gestione, basti pensare all’ultima stangata che porta la firma del governo Monti che ha aumentato l’accisa del 21% costringendo i nostri pescatori ad ulteriori sacrifici».

La Fai Cisl Pesca di Manfredonia, pur se impegnata nella ricerca di una soluzione, ha annunciato che nei prossimi giorni intraprenderà delle azioni di lotta, simili a quelle che stanno mettendo in ginocchio la Sicilia con il blocco delle attività di pesca di tutta la marineria, e manifestazioni di ogni genere, per sensibilizzare l’opinione pubblica e costringere il governo a rientrare sui suoi passi.

Anche il presidente regionale di Federcopesca nonché presidente del gruppo di azione costiero «Gargano Mare» Nunzio Stoppiello, ribadisce le sue forti preoccupazioni: «parliano di 40mila posti di lavoro a rischio in tutta Italia, ben 1500 nel solo compartimento marittimo di Manfredonia, che continua a rappresentare uno dei settori più fiorenti dell’economia cittadina: potrebbero essere gli effetti devastanti del caro gasolio che non sta risparmiando nemmeno il settore della pesca».


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