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Acqua, Vendola: «Bollette, chi spreca pagherà di più»

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Riunito il tavolo tecnico alla Regione dopo le critiche dei comitati. L’obiettivo è ridurre del 7% le tariffe

 

 L’obiettivo è ridurre le bollette dell’acqua del 7%. Almeno per le fasce meno abbienti. Questo è lo scopo del tavolo tecnico convocato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. All’incontro hanno partecipato l’amministratore unico dell’Acquedotto pugliese, Ivo Monteforte, il presidente dell’Anci Puglia, Luigi Perrone, il presidente dell’autorità idrica regionale, Paolo Perrone e l’assessore regionale alle opere pubbliche, Fabiano Amati. Un’iniziativa sollecitata dalle critiche dei comitati per la difesa dei referendum del giugno scorso, dell’acqua bene comune, e le dure parole del professore Riccardo Petrella, presidente dello Ierpe (Institut Europen de Rcherche pour la Politique de l’eau). Anche a Bari, venerdì scorso, durante il convegno organizzato dai comitati nella facoltà di giurisprudenza dell’Università, Petrella, ex amministratore dell’Acquedotto pugliese, non aveva nascosto la sua disapprovazione nei confronti della politica della giunta Vendola, rea di aver annunciato una ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati, mai realizzata. La remunerazione del capitale investito del 7%, cioè del profitto, che si ripercuote sulle bollette dei cittadini, ne è la prova. «Il tavolo tecnico proverà a rimodulare le tariffe – ha dichiarato Vendola – provando a far pagare di più chi spreca e chi consuma in maniera non giustificata. Poi, se non ci fossero evasori tutto sarebbe più semplice». Dal punto di vista tecnico le intenzioni della Regione sono quelle di mantenere gli investimenti e riducendo il costo delle bollette. «In Puglia – chiarisce Amati – la maggiorazione del 7% della fatturazione relativa al capitale investito, serve a pagare uno sciagurato bond sottoscritto dalla precedente amministrazione guidata da Raffaele Fitto». Il riferimento è al celebre contratto firmato da Rocco Palese, ex assessore al bilancio della giunta Fitto, con la banca d’affari Merry Lynch.


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