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«La Fiorita», la Regione chiede i danni. Vuole un milione dall’ex ministro Fitto

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La richiesta nel corso dell’udienza con il rito abbreviato. I fatti contestati riguardano due presunti falsi nella sanità quando era governatore della Puglia.

 

 La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo «La Fiorita» che si sta celebrando con il rito abbreviato e che vede imputato anche l’ex governatore Raffaele Fitto. Stamattina, l’avvocato dell’Ente regionale, il professore Giuseppe Spagnolo, ha presentato, durante l’udienza, una richiesta di risarcimento da un milione di euro nei confronti dell’ex ministro.

LE ACCUSE – Fitto, nell’ambito dell’inchiesta per la quale è già a processo per altri presunti reati, è accusato dalla Procura di Bari di due episodi di falso. Il processo altro non è che la conseguenza della sentenza della Corte di Cassazione che quasi un anno fa, il 17 gennaio del 2011, accolse parzialmente il ricorso del pubblico ministero contro il proscioglimento dell’ex ministro da alcuni capi d’imputazione contestati dalla magistratura. Nel dicembre del 2009, il giudice del Tribunale barese Rosa Calia Di Pinto, prosciolse l’ex ministro dai reati di associazione a delinquere, concussione e da tre episodi di falso, mentre lo rinviò a giudizio per altre sei imputazioni, tra cui la presunta tangente da 500mila euro che Fitto avrebbe ricevuto dall’imprenditore romano, Giampaolo Angelucci, quale illecito finanziamento al partito «La Puglia Prima di Tutto» in cambio di alcuni appalti sanitari.

L’OPPOSIZIONE – La Procura presentò ricorso in Cassazione, e i giudici, nel 2011, confermarono il proscioglimento dal reato associativo e dalla concussione, ma annullarono con rinvio la analoga decisione per due episodi di falso. Le carte quindi tornarono al giudice e Fitto, lo scorso gennaio, ha chiesto e ottenuto di essere processato col rito abbreviato. Nella penultima udienza il pm Renato Nitti ha chiesto una condanna per l’ex ministro a due anni e otto mesi.

Vincenzo Damiani


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