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Eccellenza – Diamo agli ex l’accoglienza che meritano!

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Domenica al "Riccardo Spina" si disputerà una gara dal sapore tutto particolare: Atletico Vieste – Manfredonia Calcio, infatti, non è solo la 21ma partita che entrambe le formazioni disputeranno in questo campionato, viste le tante sfaccettature che la rendono speciale, unica.

Vieste-Manfredonia è il derby del Gargano, giocato tra le due formazioni che rappresentano il promontorio nella massima categoria regionale. Una sfida iniziata nella scorsa stagione e che ha visto l’Atletico conquistare l’intera posta in palio sia all’andata (1-0 al Miramare) che al ritorno (2-1). A fine stagione fu proprio la squadra viestana a piazzarsi in posizione migliore in classifica, conquistando un onorevole settimo posto con i sipontini costretti a ricorrere ai play-out per confermare la propria permanenza nella categoria.

Quest’anno le cose vanno meglio in casa manfredoniana: vittoria all’andata per 2-1 e quarto gradino della classifica dopo due terzi di stagione; parte bassa della graduatoria, invece, per il Vieste.

Ma a dare pepe alla partita ci sono i tanti ex che affollano entrambi gli schieramenti: Granatiero, Recchia e Montechiari da una parte, Vairo, Della Torre, Trotta, i gemelli Augelli e Franco Cinque dall’altra. Per molti di loro si tratterà di un amarcord, viste le soddisfazioni sportive e personali vissute fino allo scorso anno: il riferimento è a Rocco e Paolo, i due fratelli di San Giovanni Rotondo, e al mister, passati nella scorsa estate dall’Atletico al Manfredonia.

Loro e la società viestana sono uniti da un vincolo indissolubile di gratitudine reciproca: loro hanno permesso alla squadra di ottenere risultati già entrati nella storia dell’Atletico; per contro, la società ha permesso loro di crescere ed affermarsi in ambito regionale.

Ma allora perché c’è stato il divorzio? Le nubi che all’inizio della scorsa estate minacciavano il futuro della società viestana, la voglia di mettersi in discussione in un progetto ambizioso, l’avvicinamento ai propri affetti personali e la promessa di un ingaggio economicamente più vantaggioso sono motivazioni valide che vanno oltre ogni legame affettivo, e che hanno (giustamente) portato Franco, Rocco e Paolo ad accettare il richiamo della sirena sipontina. Ma questo non deve far cadere nel dimenticatoio i successi che il Vieste ha ottenuto proprio grazie al loro apporto: Rocco e Paolo, con gli oltre 100 gol complessivamente realizzati indossando la casacca dell’Atletico, hanno contribuito in maniera decisiva al raggiungimento di sogni, senza il loro apporto probabilmente irrealizzabili.

Franco Cinque ha più volte dichiarato che senza la proposta ricevuta dal presidente del Vieste Lorenzo Spina Diana non avrebbe mai intrapreso la carriera da allenatore. Appese al chiodo le scarpette che indossava fino alla domenica precedente, dal 26 gennaio 2009 ha preso in mano la conduzione tecnica dell’Atletico (all’indomani dell’esonero di Michele Mimmo) completando la stagione senza sconfitte (ma con 3 vittorie e 7 pareggi) e vedendo sfumare il sogno del salto in Eccellenza solo dopo due pareggi nei play-off, obiettivo raggiunto dominando il campionato 2009/10 chiuso con ben 66 punti ottenuti con 19 vittorie, 9 pareggi e 2 sole sconfitte. La prima stagione nella massima serie regionale si è conclusa con un più che soddisfacente settimo posto (13 gare vinte, 11 pareggiate e 10 perse), tra i complimenti di una intera regione calcistica, non per i singoli ma per l’intera società.

Insultare e fischiare Franco Cinque, Paolo e Rocco Augelli equivale a rinnegare quei successi, ottenuti anche grazie al loro prezioso contributo. E se per i novanta minuti saranno avversari, prima e dopo resteranno tra i principali artefici di stagioni gloriose.

E’ con questo spirito che meritano di essere accolti.

Sandro Siena


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