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“I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita”.

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Le considerazioni del PD di Vieste.

 

 Qualche giorno fa, ospite a Matrix, il Premier Monti ha dichiarato che "i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita". "Del resto", ha detto, "diciamoci la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita. E’ più bello cambiare, avere delle sfide".
Immancabilmente, si è scatenata la polemica sul web e sugli organi di stampa, e ciò è perfettamente comprensibile, data la difficile congiuntura economica in cui ci troviamo.
I dati ISTAT del mese di dicembre 2011 ci dicono che la disoccupazione giovanile è pari al 31%. Al Sud la situazione è ancora più grave: due giovani su tre non lavorano.
Al di là della crisi, oltretutto, ci sono realtà, come la nostra, dove la situazione non è affatto congiunturale ma conclamata. In località turistiche come Vieste, la cui economia ruota prevalentemente attorno al periodo estivo, il lavoro stagionale rende la maggior parte degli occupati "precari" a vita.
Per chi vive questa condizione, le parole di Monti sono ancora più inaccettabili, perché proprio in queste settimane, i lavoratori del settore turistico vivono il loro calvario annuale: la ricerca del lavoro. Per vari motivi, non tutti hanno la certezza di essere riconfermati nella struttura che li ha assunti l’hanno precedente. E se anche questa certezza ci fosse, spesso si cerca di meglio in termini di mansione, ore di lavoro, retribuzione. Soprattutto, da quando i sei mesi (necessari per il diritto alla disoccupazione ordinaria INPS per poter affrontare l’inverno) sono diventati un miraggio, si spera di trovare un posto che dia anche solo qualche giorno di lavoro in più.
Questa ricerca, ovviamente, spesso si rivela infruttuosa, perché le differenze in termini di offerta di lavoro, da una struttura all’altra, non sono tante. Si conclude, quindi, con l’accettazione del lavoratore delle condizioni passate. Meglio di niente. Quante volte l’abbiamo sentito dire?
I lavoratori stagionali, precari, sono perennemente sotto ricatto. Può sembrare un’espressione forte, ma è la realtà. La loro condizione di ricatto è determinata dal fatto che essi non possono scegliere. Sono incastrati da un contesto economico che non gli lascia alternative.
Eppure tra poche settimane, se non già da ora, al di là dell’apertura ufficiale, i cancelli di tante strutture cominceranno ad aprirsi per le ordinarie operazioni di manutenzione in vista della stagione estiva.
Il posto fisso, a Vieste, ce l’hanno gli impiegati statali, chi lavora in banca o alla posta.
E chi lavora nei negozi, o nei pubblici esercizi, o negli uffici privati? Forse non sono assunti tutto l’anno?
Forse il Presidente del Consiglio voleva semplicemente porre l’attenzione sulla necessità di sentirci sempre stimolati a migliorare, a cambiare per apprendere, ad essere più produttivi. Ma con quella parola infelice, "monotonia", ha toccato un nervo scoperto.
Allora cogliamo questa affermazione per riflettere seriamente sulle anomalie della nostra situazione. E’ ora di cominciare a parlare di lavoro e di diritti del lavoro. Si deve aprire un confronto, costante e sereno, con l’obiettivo di trovare un punto di incontro tra le esigenze dei datori di lavoro, imprenditori o commercianti che hanno il diritto di portare avanti la loro azienda senza pregiudicarne i profitti, e quelle dei lavoratori, che hanno il diritto di lavorare per garantire a sé stessi e alle proprie famiglie un’esistenza libera e dignitosa.
Cominciamo con gli strumenti che già sono in nostro possesso, come i bandi del Piano Straordinario per il lavoro della Regione Puglia. Il 16 Febbraio Elena Gentile, Assessore regionale al Lavoro e Welfare, sarà nostra ospite per presentarlo a tutta la cittadinanza.
Approfittiamone!

Federica Castagnetti
Segretario Partito Democratico
Circolo di Vieste


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