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Bilancio GdF in Puglia/ «Chi non paga le tasse deruba tutti i cittadini»

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Puglia terra di grandi frodatori, di furboni e di furbetti «in carriera», con tanto di laurea. I grandi frodatori sono i 500 evasori totali e paratotali del mondo della impresa che si sono messi in tasca mediamente 1,6 milioni a testa di «base imponibile», roba da arricchirsi sul serio. Poi ci sono i furboni ad esempio il proprietario di uno yacht da un milione di euro che dichiarava un reddito di 10.000 euro. Infine ci sono i furbetti, come i due coniugi e professionisti che hanno omesso di autocertificare per gli anni 2008 e 2009, i propri redditi di lavoro autonomo, per un ammontare di 51mila euro e anche i beni immobiliari, per ottenere l’ammissione dei propri pargoli alla frequenza dell’asilo nido comunale e per non pagare la retta di 2.500 euro. Furboni, furbetti e grandi frodatori. Quali le categorie sociali più rappresentate? «E un fenomeno trasversale che riguarda tutti i ceti sociali. Non voglio criminalizzare nessuno. Chi non paga le tasse mette le proprie mani nelle nostre tasche, derubandoci. L’evasione e l’elusione fiscale rappresentano un problema che ci riguarda tutti da vicino».
Il generale di divisione Franco Patroni, comandante regionale della Guardia di Finanza, va sul concreti parlando del lavoro fatto nel corso del 2011 dai suoi uomini nella lotta all’elusione e all’evasione fiscale e nella tutela della legalità che rappresenteranno la priorità.

Si froda lo Stato ma le regioni ed i comuni? «L’evasione – spiega Patroni – sottrae risorse ai bilanci dello Stato, ma anche ai bilanci di regioni e comuni. Sono risorse destinate ai servizi pubblici essenziali. Per questo stiamo promuovendo una serie di convenzioni anche con gli enti locali. Il problema non è più solo dello Stato».
Sull’orlo del baratro le prospettive cambiano insieme ai comportamenti.

Che tipo di «evasori» sono i Pugliesi? «L’attività di contrasto assicurata nel 2011 in Puglia dalla Guardia di Finanza pugliese – aggiunge l’alto ufficiale – ha consentito di attestare i risultati su livelli di assoluta rilevanza che, comunque, evidenziano una tendenza all’evasione, in Puglia, sostanzialmente in linea con il dato nazionale. I pugliesi sono evasori “nella media”. Le cose stanno cambiando, la gente comincia a guardare gli evasori con disprezzo. La crisi ecomica – spiega il generale – sta cambiando molte cose. Spero che non sia la reazione di un momento».

Ci può fare un esempio di cambiamento? «Le spiego. Nel corso 2011 abbiamo compiuto 37.500 controlli finalizzati a verificare il rispetto dell’obbligo di emissione di scontrini e ricevute fiscali. le violazioni accertate hanno raggiunto quota 10mila, pari a circa il 26%, ovvero 1 caso su quattro. Nel 2010 le violazioni era state una su tre. È stata la conseguenza della pressione esercitata attraverso un costante incremento dei controlli».

Un po’ di numeri. I 59 reparti pugliesi delle Fiamme Gialle nel 2011 hanno eseguito 1.600 verifiche e circa 12.900 controlli fiscali, portando alla luce maggiori redditi sottratti a tassazione per circa 1,578 miliardi di Euro (più 11% rispetto al 2010). Hanno individuato violazioni all’Iva per 491 milioni (più 14%) e scoperto ritenute non operate e/o non versate per quasi 17 milioni. Ben 613 le denunce per reati fiscali. Per quello che riguarda l’economia sommersa in Puglia nel 2011 sono stati smascherati circa 500 evasori totali (soggetti completamente sconosciuti al Fisco) e paratotali (coloro che hanno occultato oltre il 50% del reddito) con conseguente recupero a tassazione di oltre 800 milioni di euro di basi imponibili e violazioni all’Iva per quasi 180 milioni.

Ottocento milioni, una bella cifra, altro che evasione per la sopravvivenza? «Questo dato – spiega Patroni – significa che in media è stata accertata una evasione di base imponibile per singolo trasgressore pari a ben 1,6 milioni. L’attività ha consentito di individuare grandi evasori e non evasori minimali o non solvibili. Inoltre le nostre verifiche fiscali hanno condotto a 163 adesioni spontanee integrali a verbali di constatazione da parte di contribuenti che hanno inteso definire la loro posizione pagando subito quanto dovuto». Insomma soldi veri, denaro contante che arriva subito nelle casse dello Stato.

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