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Foggia/ Partner infedele? Ha diritto agli alimenti

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Lo stabilisce sentenza dei giudici del Tribunale di Foggia. Al coniuge «traditore» spetterà comunque l’assegno.

 

 Le «corna» ed il «turpiloquio» non sono più causa di addebito della separazione tra coniugi. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Foggia che ha capovolto del tutto la vecchia legge del 1975, interpretando l’adulterio come un semplice effetto e non più una causa – come avveniva in passato – della definitiva perdita della comunione di sentimenti che sono alla base della vita matrimoniale. I giudici foggiani, si legge nel dispositivo, «nel pronunciare la separazione hanno determinato a vantaggio del coniuge, anche adultero, il diritto comunque di ricevere dall’altro quanto necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri».

GIURISPRUDENZA – Una decisione giudiziaria importantee destinata a fare giurisprudenza e, dunque, a diventare legge: una sentenza che stabilisce che l’adulterio ed il turpiloquio non sono più causa di addebito per colpa nelle separazioni tra coniugi. In pratica il coniuge «traditore» avrà diritto all’assegno di mantenimento se versa in condizioni economiche inferiori o se è affidatario dei figli. «In sostanza — commenta l’avvocato Eugenio Gargiulo sulla sentenza — se una moglie, o un marito, si avvicina ad un amante per riceverne affetto e considerazione, ciò, come afferma anche la Suprema corte di cassazione civile, implica una già avvenuta perdita definitiva ed irreparabile dell’affettività con il marito, o con la moglie».

I NUMERI – Una materia, quella delle controversie matrimoniali, molto diffusa nelle aule del Palazzo di giustizia di Foggia. Secondo gli ultimi dati, le separazioni consensuali definite dal luglio del 2010 al giugno del 2011 sono state 55; le separazioni giudiziali sono state 329. Nello stesso periodo i magistrati foggiani hanno definito 115 divorzi consensuali e 120 giudiziali. Con questa sentenza il Tribunale di Foggia si è espresso su un problema su cui dibattono da anni le varie Corti di Giustizia italiane a seguito dei numerosi ricorsi di coniugi adulteri. Da oggi, dunque, il giudice — in una causa di divorzio — dovrà limitarsi a pronunciare la separazione senza alcun addebito, prendendo atto passivamente dell’irreversibile crisi del matrimonio, e quindi di fatto legittimando la coppia all’adulterio. «Una sentenza certamente non aberrante — ha commentato al Corriere del Mezzogiorno l’avvocato Antonio Ciarambino riconfermato alla guida dell’Ordine degli avvocati di Foggia —. Ma, soprattutto, una sentenza che conferma che, ancora una volta, il Tribunale di Foggia fa giurisprudenza anche su casi molto particolari, come può essere certamente quello della separazione tra coniugi»

Luca Pernice

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