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Economia in Puglia/ «Costruzioni in crisi» allarme dai sindacati

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Un «urgente incontro» con il presidente della Regione per analizzare il collasso del sistema delle costruzioni e dell’edilizia. Dopo l’allarme lanciato a fine gennaio dagli Stati generali sul settore, organizzato dagli imprenditori, è il sindacato a scendere in campo sollecitando il governatore a riprendere il filo del tavolo permanente di confronto istituito nel 2010.  «Sia per il settore delle opere private che di quelle pubbliche, registriamo un costante aumento della disoccupazione e riduzione del numero di imprese – dice Salvatore Bevilacqua, segretario della Feneal-Uil di Puglia – e il contrasto al lavoro nero resta ancora una delle grandi battaglie che i rappresentanti di lavoratori ed imprese del settore stanno tentando di non perdere». Il Documento Unico di regolarità contributiva (Durc), spiega, «ha segnato un traguardo importantissimo per il monitoraggio ed il controllo della regolare contribuzione da parte delle imprese, determinando un efficace deterrente per tutte quelle aziende che ancora lavorano nel sommerso».

Di qui la necessità di un rafforzamento normativo, «studiando l’adozione di meccanismi premiali a livello regionale per le aziende regolarmente iscritte al sistema delle Casse Edili e contrastando la crescente degenerazione delle “Casse Anomale” che agirano gli obbiettivi di regolarità e legalità del mercato delle costruzioni».
Per il sindacato «sono necessarie risposte immediate per garantire tutele adeguate alle migliaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o che sono interessate da provvedimenti di cigs, ma soprattutto occorre immediatamente rilanciare una politica di investimenti in grado di colmare il deficit infrastrutturale che la regione ha accumulato». A tal fine, andrà rafforzato anche il sistema delle «scuole di formazione del sistema bilaterale edile (Formedil), che d’intesa con la Regione possono promuovere formazione per le maestranze disoccupate con contributi di sostegno per i lavoratori impegnati, così come per i giovani con percorsi di inserimento nel mondo del lavoro con contributi finalizzati a ridurre il costo per le aziende nei periodi di prova».

Sposa la battaglia dei costruttori e dei sindacati l’Udc regionale. «Facciamo nostra e condividiamo la preoccupazione dei costruttori pugliesi: la ripresa dell’economia – dice Salvatore Negro, capogruppo dei centristi alla Regione – passa attraverso l’apertura di nuovi cantieri. È tempo di avviare una politica che indirizzi le Banche verso il credito alle imprese ed è ora di dare attuazione ai finanziamenti più volte deliberati dal Cipe per la realizzazione delle infrastrutture». Inoltre, la Regione deve avviare una «sburocratizzazione delle procedure regionali», a cominciare dall’autorizzazione paesaggistica «per un permesso di costruire nell’ambito di un piano urbanistico esecutivo su cui è stata già emessa quell’autorizzazione». Infine, «i Comuni devono fare la loro parte: tra le cause del mancato decollo del Piano casa vi sono gli esosi contributi di concessione richiesti, che variano da 100 a 200 a metro quadrato di superficie di ampliamento».

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