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UDC Vieste/ Sistema turistico di capitanata una morte annunciata

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Come intervenire sul più importante settore economico della capitanata e renderlo meno competitivo.

 

 La Regione Puglia, unitamente alla Provincia di Foggia, è al lavoro per la costituzione, sia pur con un ritardo di 10 anni, del Sistema Turistico Locale di Capitanata che prevede la partecipazione congiunta di tutti i comuni della provincia di Foggia, nonché delle associazioni di categoria, enti economici, ecc. Una previsione costitutiva composta da circa 100 soggetti che avranno nelle mani le leve per la strutturazione politica turistica provinciale.

E’ bene ricordare che il Sistema Turistico Locale costituisce lo strumento più importante di governance che vede gli Enti locali, gli operatori privati, singoli o associati e gli altri soggetti pubblici, protagonisti dello sviluppo turistico dei propri territori, nuovo modello organizzativo dell’offerta turistica, imperniato sul concetto di cooperazione sistematica tra i primi responsabili e beneficiari dello sviluppo quali gli enti locali, gli operatori del settore ed in genere la comunità locale.  

Così come è bene ricordare che la provincia di Foggia, composta da 63 comuni, è strutturata in tre grandi segmenti economici: il tavoliere con caratteristiche agricole ( 18 comuni ), il Sub Appennino con caratteristiche rurali ( 30 comuni ) e il Gargano con caratteristiche turistiche ( 15 comuni ). Dei quindici comuni del Gargano 5 hanno vocazione prettamente turistica ( Vieste, Peschici, Rodi, Mattinata e San Giovanni Rotondo ), gli altri 10 hanno vocazioni economiche diversificate che ben si completano con quelle principali dei primi cinque.

Da questa prima indicazione matematica si può dedurre velocemente che gli interessi economici di un settore come è quello del turismo e di un territorio come è quello del Gargano, saranno gestiti, per maggioranza espressa dai grandi numeri, da rappresentanti di cinquantotto comuni che di turismo non ne sanno assolutamente niente.
Se non si è capito, è bene dirlo chiaramente: la politica turistica del nostro territorio verrà decisa dai comuni del Sub Appennino, forse congiuntamente a quelli del Tavoliere in un atto di pietosa concertazione.

Un paradosso di siffatta entità che ci porta ad una riflessione interrogativa:
·    possibile che, ancora oggi, il turismo non viene considerato il settore economico trainante dell’intera Capitanata tale da essere destinato alla marginalità politica che non gli compete?
·    possibile che il nostro territorio è spettatore consenzienti della definizione di una nuova politica economica che ci interesserà solo marginalmente?

Dove sono gli imprenditori turistici, dove sono le associazioni di categoria, dove sono i politici, che devono salvaguardare gli interessi del nostro territorio?
A quali principi o iniziative di politica economica stanno facendo riferimento questi nostri interpreti principali se non a quello del personalistico orticello che non trova più rispondenza in una economia di più ampia concezione commerciale e politica.

Purtroppo sono tanti ancora i punti di debolezza da parte di tutti, oltre alla sopraccitata scarsa utilizzazione del turismo nelle strategie politiche, si trova un generale basso interesse verso il sistema turismo da parte degli imprenditori locali, ma soprattutto una grave rigidità dei modelli organizzativi di alcune imprese ed associazioni di categoria, rispetto all’evoluzione del mercato.

Vieste non può essere spettatore di questo scempio ideologico, di questa malformazione istituzionale, di questa distorsione politica che vedrà il nostro territorio e la nostra economia soccombere di fronte quella dei “pomodori e delle carrube”.
Non si può osare di immaginare tanta sottomissione politica nonostante siamo titolari della forza economica più significativa che a breve andrà ulteriormente ad ampliarsi con l’aggiunta del settore nautico diportistico per il quale riscontriamo, in controtendenza, una interessante iniziativa di sviluppo da parte del Polo Nautico del Gargano.

Vieste, unitamente ai paesi turistici del Gargano e agli altri comuni dello stesso territorio, deve trovare il coraggio di emergere da questa palude di altrui interessi politico-geografici per imporre i propri. Bisogna che si crei, proponendo alla regione una significativa azione politica di territorio, un proprio SISTEMA TURISTICO DEL GARGANO, uno strumento di supporto per le imprese, per facilitarne le relazioni produttive e commerciali, dotato di risorse economiche e strumenti in linea con la nuova realtà del mercato.

È il momento di cambiare impostazione e questa può essere un’opportunità per il nostro territorio e per il nostro turismo. Vediamo se per una volta, le aziende, i comuni, gli enti territoriali e anche le associazioni  riescono a trarre vantaggio e a trasformare quella che per ora sembra ed è a tutti gli effetti una sconfitta in un’opportunità per il futuro.

Nicola RAGNO

 

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