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PDVieste/ Gentile: “C’è discrepanza tra i flussi turistici e il degrado occupazionale della città”

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Del convegno di ieri, organizzato dalle minoranze politiche di Vieste sul delicato tema del lavoro, che ha visto la qualificata presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali Elena Gentile, ho apprezzato lo spirito unitario, che sia di auspicio e monito per la prossima competizione elettorale, e i qualificati interventi dei relatori e del pubblico.

Federica Castagnetti, con linguaggio asciutto, ha subito fatto intendere alla vasta platea del pubblico, che all’analisi delle problematiche sarebbero seguite le proposte di Annamaria Giuffreda e Elena Gentile.
     Meritevole di attenzione sono state le parole di Anna Maria Giuffreda che nella sua precisa relazione ha fissato le coordinate del convegno: emersione del contesto ambientale e territoriale di questa città, le cui variabili – sfruttamento dei lavoratori, criminalità e incapacità politica – stanno giocando un ruolo purtroppo decisivo, consapevolezza del ruolo della politica nella soluzione delle problematiche del lavoro, necessità di instaurare un dialogo con la parte migliore e responsabile del sistema imprenditoriale per il futuro della nostra comunità, sicura della qualificata collaborazione della Regione Puglia.
     Spina Diana ha sottolineato la grave incapacità dell’attuale maggioranza in seno al Consiglio Comunale di Vieste e della Giunta nell’immaginare, delineare, programmare lo sviluppo e impiegare le notevolissime risorse finanziarie a disposizione del Comune di Vieste. Condivisibili l’invito rivolto a tutti i consiglieri delle minoranze a non desistere dall’azione politica e la preghiera destinata alla cittadinanza di partecipare alla vita politica della città.
     E’ toccato a Guerra delineare i numeri dello sfruttamento dei lavoratori e rivendicare un ruolo attivo del sindacato nello sviluppo sostenibile della città.
     Caruso ha ribadito la sua volontà e quella di Montecalvo di continuare a dare un contributo sostanziale in termini di vigilanza dell’azione politica della maggioranza e impulso all’azione politica delle minoranze.
     L’analisi di Elena Gentile è partita dalla discrepanza tra i flussi turistici e il degrado occupazionale in cui versa la città di Vieste. La necessaria configurazione di una nuova concezione dell’economia, dove “l’infrastrutturazione sociale” può giocare anche a Vieste un ruolo importante nel soddisfare e i bisogni dei più deboli  e le aspettative occupazionali, cui faccia seguito una seria progettualità del Comune di Vieste e del sistema locale d’imprese, capace di intercettare le risorse economiche dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Puglia, il punto cruciale dell’intervento di Elena Gentile. Di fronte all’incapacità del Comune di Vieste e del sistema locale imprenditoriale di formulare una progettualità sociale, la sua proposta alle minoranze è stata semplice e impegnativa: aprire una nuova fase di dialogo con l’imprenditoria locale e guidare la città con una forte azione politica di studio e proposta.
     L’intervento di Antonio Giuffreda ha sottolineato la necessaria assunzione di  responsabilità degli imprenditori nel disegnare il futuro di questa città e garantire i livelli occupazionali di una comunità che paradossalmente ha un altissimo livello di disoccupazione e un’alta precarizzazione del lavoro.
     Michele Lapomarda, dopo aver sottolineato le colpe degli imprenditori che hanno tradito le aspettative occupazionali dei lavoratori, nell’analizzare la vita politica di questo paese, ha messo in evidenza il vero interesse della politica locale, il P.U.G., e l’affannarsi di un gruppo di affaristi “nell’estorcere i terreni da edificare”.       

Lazzaro Santoro


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