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Turismo/ La Regione aiuta chi investe

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Fondi pubblici per il recupero di alberghi e teatri: “ma niente cemento”. Aiuti pubblici fino al 35% per opere fra i 30mila euro e i 4milioni.

 

 Aiuti regionali per finanziare nuovi investienti nel campo del turismo. Perché «dobbiamo uscire definitivamente dalle logiche del localismo e del folklore» non ha dubbi il governatore Nichi Vendola, che spiega le regole del gioco rivedute e corrette messe a punto dalla giunta per fare salire sugli scudi l’ospitalità dei vacanzieri. Che assediano, letteralmente, questo pezzo d’Italia e fanno
scalare alla Puglia una posizione via l’altra della classifica relativa alle mete preferite fino a conquistare, dopo il 2011, il secondo posto. «Tranne che in agosto, dove siamo stati i primi» racconta, orgogliosa, il vicepresidente Loredana Capone. E’ la ragione per cui «rilanciamo» sorride Vendola, che avverte a scanso di equivoci: «Non costruiremo mega alberghi sul mare, ma privilegeremo l’accoglienza di qualità». Quella destinata a recuperare immobili di pregio, teatri privati, realizzare i cosiddetti parchi tematici. La somma di «interventi economici ecologicamente sostenibili». Venghino, imprese, venghino: grandi, medie e piccole. Potranno incassare agevolazioni del 30% per progetti tra i 10 e i 50 milioni; per quelli fra i 30mila euro e i 4 milioni, sarà più alto il tetto delle provvidenze, che toccheranno quota 35%. Gli imprenditori saranno obbligati a garantire il numero degli occupati, «per almeno tre anni», Una scommessa al rialzo: prima di questo regolamento, l’esecutivo del rivoluzionario gentile aveva assicurato quattrini a fondo perduto per 35milioni di euro e materializzato programmi che si aggirano attorno ai lOOmilioni di euro. I risultati? Li snocciolano l’assessore al Turismo, Silvia Godelli e il direttore dell’ agenzia Pugliapromozione, Giancarlo Piccirillo: l’anno scorso erano sbarcati da queste parti qualcosa come 3 milioni di visitatori, di cui 2 milioni e mezzo sono italiani, per un giro d’affari di 2,3 miliardi di euro. Ormai il turismo rappresenta 1’8% del pil, sfiorerà il 10% fra tre anni, solo nel 2006 superava a fatica i13%. Passi da gigante, dunque. Però il Tacco ha i piedi d’argilla: è quindicesimo nel Belpaese per posti letto, che sono 250 mila, distribuiti fra 72mila camere e 4mila 600 hotel, pensioni. Bisognava correre ai ripari o, come dice Vendola, «alzare l’asticella»: vogliamo orchestrare un vero e proprio «sisterna», che ruoti soprattutto intorno alla «professionalizzazione degli operatori». Nel frattempo un vettore russo ritorna ad essere interessato all’idea che lo scalo Karol Wojtyla possa diventare il teatro per sbarchi in massa da Mosca: da maggio, tra le due città, sarà organizzato un volo charter settimanale. Non accadeva dal 2007 , quando la Alpi Eagles faceva viaggiare la gente (poca, per la verità) da Bari a Mosca due volte la settimana, poi nel 2008 la compagnia aerea era stata dichiarata insolvente e addio sogni di gloria. Piccirillo anticipa le grandi manovre per quest’anno: «Punteremo non esclusivamente sulla Russia, ma anche sulla Germania». Del resto il paese della Merkel e dell’ex presidente Wulff, che all’ombra di san Nicola aveva fatto la sua ultima visita ufficiale prima di tirare i remi in barca, sembra la settima provincia pugliese: ha sei collegamenti con questa riva dell’Adriatico da Berlino, Francoforte, Colonia, Dusseldorf, Monaco, Stoccarda.


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