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Eccellenza/ 4 arresti e 10 feriti un “cartello” delle società contro l’ondata di violenza

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Qualcosa si muove in Federazione, presto le firme. Tutto questo dopo la brutta pagina di Vieste.

 

 Quanto successo a Vieste domenica scorsa (quando al termine di Atletico Vieste – Monopoli i tifosi della squadra ospite hanno aggredito, senza alcuna ragione, alcuni tifosi locali causando il ferimento di dieci persone e il conseguente arresto di quattro teppisti) specie se sommato a quanto successe lo scorso autunno a San Severo (durante il match tra San Severo e Mola, con altri dieci feriti, cinque identificazioni e tre colpi di pistola sparati in aria per sedare una rissa che appariva indomabile) pone certamente degli interrogativi. E semmai delle decisioni. Perché anche il calcio dilettantistico, da sempre al riparo da questi episodi, presenta fenomeni di aggressività e violenza così insensati? Perché anche il calcio dilettantistico, sa sempre molto distante dal marcio che invece, rappresenta purtroppo al peggio il calcio professionistico, si sta macchiando la fedina penale? L’interrogativo, come detto, potrebbe a breve investire gli organi Federali, al punto da raccogliere firme per la stesura di un documento collettivo che rappresenti – all’unisono – le società di calcio sane e senza tifoserie violente proprio in casa. Perché? Perché dev’essere netta e inconfondibile la distinzione, e quindi l’esecrazione, da parte dei club di calcio di questi comportamenti ben oltre il limite della civiltà. Ma perché, si eccepirà, adesso i club non hanno preso così nettamente le distanze? Evidentemente no. Sul sito del Monopoli (leader della classifica del campionato di «Eccellenza pugliese» con un ampissimo margine rispetto alle inseguitrici) non è apparsa una riga, che sia una sola, in segno di dissociazione dai comportamenti tenuti dai tifosi locali in trasferta domenica scorsa a Vieste (eppure le loro bravate hanno mandato in medicheria almeno dieci persone, tra cui 5 carabinieri e una donna anziana che si era recata allo stadio solo per assistere alla partita di calcio del nipote): un fatto che non vuol dire niente e che al tempo stesso potrebbe voler dire tutto. Da qui l’esigenza di fare un po’ di chiarezza anche tra i club, che si rivolgeranno – nei prossimi giorni – alla
Federazione con un documento unanime di sdegno e di preoccupazione per quello che sta succedendo al calcio dilettantistico pugliese (che, invece, si è sempre contraddistinto per l’esatto opposto). Un documento che, al momento, vede protagoniste in quanto vittime di questi incidenti soprattutto due società foggiane: vale a dire l’Atletico Vieste (Eccellenza puglìese) e il San Severo (Promozione pugliese), le cui tifoserie hanno subito molti danni proprio nel corso di incontri di calcio contro squadre baresi (rispettivamente contro Mola e Monopoli). La tradizione calcistica barese e soprattutto la grande correttezza e professionalità dei club cugini non sono affatto in discussione, ma forse servirebbe una presa di posizione molto ferma anche da parte delle società. Fare finta di niente, in qualche maniera, può voler dire "partecipare".


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