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Acqua/ Cambiano le tariffe

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Sconti alle fasce deboli, i ricchi pagheranno di più.

 

 È più vicino il promesso taglio delle tariffe dell’acqua alle fasce deboli della popolazione. Ieri è stata raggiunta un’intesa tecnica tra la giunta regionale, l’Autorità idrica e l’Acquedotto. La Regione mette a disposizione 110 milioni per coprire la spesa dal 2013 (quando sarà operativa la decurtazione) al 2017. Nel frattempo aumenterà progressivamente la bolletta per alcune categorie di utenti, più forti economicamente. A regime, nel 2018, il taglio delle tariffe ai più deboli sarà interamente compensato dal maggior ricavo derivante dall’incremento delle bollette ai più abbienti. Una classica operazione redistributiva: pagheranno più i ricchi e meno i poveri. In questo modo, Nichi Vendola mantiene l’impegno annunciato a metà gennaio. In quei giorni annunciava «un tavolo tecnico» che studiasse la questione e compiva una vistosa inversione di tendenza rispetto al recente passato: fino a quel punto, Vendola aveva sostenuto che non si poteva toccare la tariffa per non compromettere gli investimenti.

Ieri il «tavolo tecnico» ha prodotto i primi risultati. Sono stati previsti tre differenti tipi di esenzione, prendendo a parametro un concetto classico della letteratura sulla «gratuità» dell’acqua: 50 litri al giorno a persona. Ebbene, per le famiglie con un reddito Isee (indicatore della situazione economica equivalente) fino a 7.500 euro annui sono previsti due quote da 50 litri. Dunque: 100 litri gratuiti di acqua al giorno. Più un servizio per fogna e depurazione (legato alla quantità di acqua) pari a 36 metri cubi. Oltre quelle quantità, è ovvio, si paga. Le famiglie pugliesi in questa condizione sono 345mila su un totale di 679mila. Questo blocco rappresenta la parte finanziariamente più consistente dell’operazione. La seconda esenzione riguarda le famiglie numerose: con almeno 4 figli e un reddito Isee inferiore ai 20mila euro annui. Qui l’esonero riguarda sei moduli da 50 litri: ovvero 300 litri, più un servizio fogna e depurazione di 110 metri cubi. I nuclei familiari in questa condizione sono 5.200. La terza esenzione è per le case con presenza di non autosufficienti e un reddito Isee inferiore agli 11.600 euro: qui sono a disposizione 150 litri e 55 metri cubi di servizi. Il numero di famiglie in questa condizione, mai sottoposte a censimento statistico, non è stimabile. Non dovrebbero essere moltissime, considerato che fino a 7.500 euro Isee è garantita la prima esenzione. La Regione, rappresentata al tavolo da Vendola e dall’assessore Fabiano Amati, mette a disposizione 110milioni, da fondi Ue e di Coesione (ex Fas): servono a compensare i minori introiti ed assicurare che gli investimenti non vengano compromessi, visto che una parte della tariffa è destinata a sostenere la realizzazione di nuove opere.

L’intervento vale dal 2013 – quando le decurtazioni entreranno in vigore – a tutto il 2017. Dal primo gennaio 2018 scade la concessione assegnata con legge ad Aqp e anche la programmazione degli investimenti contenuta nel Piano d’ambito. Ma i 110 milioni da soli non bastano. Per rendere strutturale lo sconto, occorre che si aumenti la bolletta per utenti più forti: quelli con redditi più alti, con seconde case (che pagheranno di più, ora la tariffa è uguale), commerciali. L’incremento delle bollette sarà graduale. Comincerà dal 2013 e sarà a regime nel 2017, quando l’intervento regionale sarà scomparso. Attorno al tavolo, con Vendola e Amati, erano seduti il direttore generale di Aqp Massimiliano Bianco, e il presidente di Anci Gino Perrone, in rappresentanza dei sindaci presenti nell’Autorità idrica: sono loro a dire l’ultima parola sulla tariffa. Lo faranno nei prossimi mesi. Nella prossima settimana, intanto, si comincerà ad incrociare i dati sull’abbassamento e l’incremento della tariffa (da alcuni euro a qualche decina l’anno), così da individuare il punto di equilibrio.


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