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Puglia/ Cala il ricorso agli aborti «Merito di servizi e informazione»

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In Puglia cala il ricorso agli aborti e il trend risulta quello più sensibile in Italia (periodo 1982 – 2007): si è passati infatti da un tasso di 25,5 per 1.000 donne in età fertile (fra 15 e 49 anni) nel 1980 e di 30,7 nel 1984 (il più alto registrato in Italia e più del doppio delle altre regioni meridionali) a uno di 11,4 nel 2006. A rilevarlo è il rapporto Istisan «Evoluzione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Puglia dagli anni ’80 al 2007» dell’Iss. Secondo il rapporto, la Puglia è anche l’unica regione meridionale che dall’inizio della legalizzazione dell’aborto ha attivato servizi per l’interruzione di gravidanza in ogni Usl (al tempo oltre 50) e col tempo sono calati anche gli aborti clandestini. La diminuzione dell’abortività tra il 1984 e il 1995 è stata di oltre il 50% nel Centro e nel Nord e del 39% nel Mezzogiorno. Dal 1996 in poi al Nord c’è stata una ripresa leggera ma continua, con livelli di abortività passati da 8,5 per 1000 nel 1996 a 10 per 1000 donne nel 2004. Il Centro oscilla tra il 9,8 e il 10,7 per 1000, mentre il Sud registra un continuo ma lento declino.

 La Puglia ha invece un andamento più simile a quello delle regioni centro settentrionali. Il tasso di abortività cresce dal 25 per 1000 nel 1980 fino a raggiungere il suo massimo nel 1984 (30,7 per 1000); dal 1985 in poi la riduzione è continua e superiore al resto del Paese (oltre il 60%) e determina una convergenza verso i valori nazionali. La differenza tra i tassi di abortività delle pugliesi e delle italiane è passata da 10 punti per 1000 negli anni ’80 a circa 2 punti nel 2006. Un risultato ottenuto, spiega il rapporto, grazie alla disponibilità di servizi e l’impegno informativo con il contributo dell’Iss.


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