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Turismo/ Il record della Puglia “Sta per superare l’edilizia”

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Nel 2010 l’impatto sul Pil è stato del 7,7 per cento (nel 2006 era del 3,4). L’Ipres prevede che nel 2011 si assesterà sull’8,1 per cento e che nel 2015 raggiungerà il 9,7 per cento. Quello dell’edilizia e delle costruzioni è intorno al 9 per cento. Tutti i dati sugli arrivi dall’Italia e dall’estero presentati dalla Regione

 

 L’incidenza del pil del settore turistico in Puglia sta per raggiungere quella dell’edilizia. E’ il segnale di una crescita che non conosce soste. E che viene confermata dai dati del 2011 e dal riscontro della partecipazione della Regione alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. In pratica l’impatto del turismo sul Pil regionale del 2010 è stato del 7,7%, con una stima elaborata dall’Ipres (Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali) dell’8,1% sul Pil 2011, fino ad una previsione del 9,7% nel 2015.

Quello dell’edilizia e delle costruzioni è intorno al 9%. Nel 2006 l’incidenza del turismo sul Prodotto interno lordo regionale era del 3,4%. Intanto però il Pil regionale è calato complessivamente di circa il 2% nel 2011 a causa della crisi economica. Ma la crescita del Pil del turismo è "stata del 5%, quindi è forte anche in termini assoluti, non solo proporzionali", spiega l’assessore regionale al Turismo Silvia Godelli.

"Non è stata determinata solo dalla contrazione del Pil generale ma è forte a prescindere da questo". Si tratta di risultati che dimostrano l’importanza che il settore assume sempre di più nell’economia regionale. Il turismo è per la Puglia un potentissimo motore di sviluppo economico. Da diversi anni la tendenza è in ascesa, e negli ultimi l’andamento è in controtendenza rispetto ad altre regioni d’Italia.

La Puglia si conferma ai primi posti delle destinazioni turistiche per il mercato italiano ed estero. I primi
dati del 2011 fanno registrare quasi 3,2 milioni di arrivi e 13,3 milioni di presenze turistiche complessive (occupazione di stanze a notte). I residenti in Puglia sono 4 milioni. La crescita tra 2010 e 2011 degli arrivi è stimata intorno al 3,5%, almeno stando ai dati del monitoraggio sui flussi del 2011 dell’Osservatorio regionale sul turismo, resi noti alla Bit e disponibili al 10 febbraio, che sono quasi definitivi poiché rappresentano il movimento turistico rilevato sul 95% del totale dei posti letto regionali corrispondenti alle strutture per le quali i dati sono stati rilevati. I valori numerici e percentuali subiranno una variazione positiva, seppure minima, quando la rilevazione dei flussi sarà completa. Continua, inoltre, il processo di internazionalizzazione che nel 2011 si è consolidato.

Secondo i dati dell’Osservatorio, forniti nel rapporto redatto dalla Regione Puglia, dall’Agenzia Puglia Promozione e da Unioncamere, se la variazione degli arrivi stranieri dal 2000 al 2005 è stata del +28% (del +8% per le presenze), nel periodo dal 2005 al 2011 la percentuale raggiunge quota +43% (e del +57% delle presenze). Nel 2011 l’incidenza degli arrivi stranieri sul totale raggiunge il 17% (+ 3 punti rispetto al 2005).

L’incremento degli arrivi e delle presenze di stranieri in Puglia nel 2011 rispetto al 2010 è rispettivamente del 15% e del 16%, con un totale di oltre 530 mila arrivi e 2,2 milioni di presenze. "Il processo di internazionalizzazione avviato nel 2005 si consolida nel 2011", è scritto nel documento. Oltre all’incoming dai tradizionali mercati di riferimento (nell’ordine per arrivi Germania, Francia, Giappone, Svizzera, Regno Unito, Polonia e Spagna), tutte in progresso, per alcuni paesi in notevole ascesa, nel 2011 crescono i flussi dai paesi emergenti dell’area Bric (Brasile, Russia, India, Cina).

Il turismo dal Brasile, ad esempio, è cresciuto del 23,5% per gli arrivi e del 17,3 per le presenze rispetto al 2010. Ottimi risultati anche per l’incoming dall’India (14,7% degli arrivi e +4,01 delle presenze), attratto dalla notorietà delle località del Gargano che accoglie il 35% degli arrivi regionali (in particolare le spiagge di Vieste e Mattinata) scenario di Housefull, la produzione cinematografica indiana campione d’incassi nel 2011.

In dodici mesi il turismo dalla Russia è aumentato invece del 40%, mentre gli arrivi dalla Cina sono passati dai 2.400 del 2010 ai 3.600 del 2011 (+49,8%). In aumento anche il turismo dall’Est europeo (per gli arrivi: Repubblica Ceca +9,5%, Polonia +35%). L’exploit di turisti dalla Spagna, ad esempio, viene attribuito ai collegamenti aerei diretti tra le più importanti città del paese iberico e i due principali scali della Puglia: Bari e Brindisi. Ma un ruolo hanno avuto in generale anche le attività di promozione e di comunicazione.

Per quanto riguarda i nuovi mercati, proprio alla Bit, dove la regione si è presentata con lo slogan ‘Puglia, terra di racconti’, illustrando la propria variegata e integrata offerta turistica per il 2012, dal mare all’enogastronomia, dalla natura alle tradizioni religiose, dallo sport agli eventi culturali, musicali e di spettacolo, il presidente Nichi Vendola ha, infatti, sottolineato che l’obiettivo è quello di "sfondare con la Russia e il Brasile".

L’internazionalizzazione dei flussi ha costituito, nel 2011, una importante spinta alla destagionalizzazione della domanda turistica, soprattutto nei mesi che precedono l’estate. L’incremento si è distribuito a partire dai mesi di maggio e giugno fino a settembre, con un picco significativo a maggio per il quale si è registrato un giorno in più di permanenza media rispetto alla media nazionale dello stesso periodo.

L’80% degli arrivi stranieri si concentra nelle strutture alberghiere contro il 73% degli italiani. Osservando la distribuzione delle presenze straniere nel 2011, si nota la massima concentrazione negli alberghi a 4 stelle (47%, mentre la percentuale per gli italiani è del 31%), seguiti dai 3 stelle (19% e 22% per gli italiani).

La quota di presenze straniere nelle strutture di alto livello (5 stelle e 5 stelle lusso) è più elevata rispetto a quella indotta dal turismo nazionale (4% per gli stranieri e 2% per gli italiani). Sui nuovi mercati sembra più prudente l’assessore Godelli. "Vogliamo sfondare in Russia – precisa – e continuare a sfondare in Germania. Il Brasile ha un trend di crescita interessante che vogliamo sviluppare ma sfondare è più difficile. E’ una provenienza lontana, non ci sono voli diretti, è un paese molto popoloso". Il 2011 è l’anno del consolidamento dei flussi italiani in Puglia, che registrano un andamento tendenzialmente positivo ma con un tasso di crescita tra lo 0 e il 2%, "proprio dei mercati maturi", si sottolinea nel rapporto.

La Puglia, tuttavia, si colloca al primo posto tra le regioni italiane più visitate nel mese di agosto, con il 10,9% complessivo dell’intera massa del turismo in Italia. Superando l’81% di camere occupate in agosto, la regione si pone al secondo posto in percentuale per occupazione di posti letto tra tutte le regioni italiane. Nel 2011 la Puglia consolida la sua ottima posizione rispetto alla domanda turistica nazionale: è al terzo posto, dietro Emilia Romagna e Toscana, tra le destinazioni scelte dagli italiani (+1,3% rispetto al 2010). L’anno trascorso è stato caratterizzato dalla distribuzione dei flussi verso l’entroterra e dalla scoperta di ‘nuove destinazioni’. Sono cresciuti gli arrivi nei comuni di Vico del Gargano, Mattinata, Nardò e Castellana Grotte. Viene confermata, tuttavia, la fidelizzazione verso le aree già note (Alberobello, Otranto, Lecce, Vieste, Gallipoli, Peschici).

Ai primi posti per arrivi e presenze ci sono, per diversi motivi, Bari e San Giovanni Rotondo. La spesa degli stranieri in Puglia nel 2010 è stata di 599 milioni mentre quella degli italiani di 1.636,2 milioni di euro, per un totale di 2.235,2 milioni di euro. Il 2011 è cominciato con un saldo della spesa turistica nettamente positivo (+570milioni di euro): seconda miglior performance del centro-meridione. (Fonte: Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana).

Nel 2010 in Puglia, il peso del Pil turistico su quello totale regionale (7,7%), di cui si è già accennato, si attesta al di sopra della media nazionale, preceduto solo da Sardegna (11,4%) e Abruzzo (7,8%). Tra il 2006 ed il 2010 l’incremento dell’incidenza del pil del turismo è stato del 126,5%; si è passati, infatti, da una quota pari al 3,4% del pil regionale, osservata nel 2006, ad una incidenza del 7,7% nel 2010. L’offerta ricettiva pugliese, secondo l’Osservatorio regionale del Turismo, è aumentata nel 2011 del 3,6%, per cui oggi la regione può offrire circa 72.250 camere e 250.000 posti letto per un totale di 4.691 strutture.

E’ del 15 febbraio 2012 l’indagine campionaria dell’Istat sui viaggi e vacanze in Italia e all’estero da parte dei residenti in Italia. Per le vacanze di 4 o più notti, la Puglia nel 2011 appare sempre tra le prime sette regioni italiane con un tasso del 5,6%. Nel periodo tra luglio e settembre è la seconda regione dopo l’Emilia Romagna (10,4%) con una percentuale di viaggi di vacanza del 10,1%. Ciò nonostante lo stesso Istituto nazionale di Statistica pur rilevando, in linea con l’Osservatorio regionale del Turismo, un notevole aumento dell’offerta ricettiva negli ultimi anni, colloca la Puglia al quindicesimo posto in Italia per posti letto negli esercizi ricettivi.

Negli ultimi anni stanno crescendo gli alberghi di categoria più elevata e le strutture di lusso ma si sta qualificando e diffondendo capillarmente nel territorio l’offerta ricettiva extralberghiera: Bed & Breakfast, masserie e agriturismo, case per ferie e villaggi che vanno a sostituire, almeno in parte, i campeggi.
Questo successo e questo aumento della domanda non significheranno "uno stravolgimento dell’ambiente", ha assicurato il presidente Vendola che nei giorni scorsi ha presentato i nuovi incentivi per il turismo insieme all’assessore Godelli, all’assessore allo sviluppo economico Loredana Capone e al direttore di PugliaPromozione Giancarlo Piccirillo. "Alziamo l’asticella – ha dichiarato – la sfida sul turismo prosegue verso la professionalizzazione degli operatori, per creare un sistema regionale e per uscire definitivamente dalle logiche del localismo e del folklore. Non costruiremo mega alberghi sul mare – ha promesso Vendola – ma privilegeremo l’accoglienza di charme, di qualità nelle aree più pregiate del nostro territorio. Così miglioreremo anche la qualità della vita urbana: non sempre è stato così in passato, viste alcune brutture che hanno devastato parti per fortuna piccole delle nostre città e dei nostri luoghi turistici. La svolta passa dal fatto che dal successo non possiamo farci ubriacare e che il raddoppio del turismo non significherà altro cemento: il turismo sarà uno dei pezzi di un’economia ecologicamente sostenibile".

L’assessore Godelli ha insistito sui numeri dell’exploit. "La Puglia nella stagione estiva 2011, da giugno a settembre, è sempre stata seconda in Italia come destinazione tra le regioni italiane, tranne che in agosto dove siamo stati primi", ha sottolineato. "Per consolidare questi risultati – spiega Godelli – avvieremo un’aggressiva campagna di comunicazione e qualificheremo l’offerta ricettiva. Puntiamo a conquistare nel giro di circa tre anni ulteriori fette di pil attraverso una estensione dei tempi di fruizione ovvero il miglioramento delle nostre performance in tutti i mesi dell’anno", oltre ai quattro di tradizionale afflusso.

"Nonostante i numeri degli arrivi, siamo la 15° regione per entità dei posti letto: non intendiamo comunque costruire nuovi alberghi, ma sfruttare l’esistente e ristrutturare palazzi, castelli, masserie, immobili di pregio", di cui è ricca la regione, sia nei borghi storici che nelle aree rurali, "per valorizzare l’ospitalità di qualità che ci viene richiesta soprattutto dall’estero". Secondo l’assessore Godelli con i nuovi incentivi presentati nei giorni scorsi "è possibile attirare investimenti nazionali e internazionali e consentire anche agli imprenditori pugliesi di investire, non puntando a mega insediamenti ricettivi, che sarebbero in contrasto con le caratteristiche della nostra offerta turistica, ma a una ricettività di qualità, diversa da quella costiera che ormai è praticamente saturata".

Gli investimenti, resi possibili dai nuovi strumenti, sono finalizzati a "trasformare – sottolinea ancora l’assessore – immobili di valore architettonico e storico come palazzi storici e masserie in alberghi, chiaramente compatibili. Per cui mettiamo un tasso minimo di sole 7 camere, non molto elevato ma con la possibilità di fare strutture ricettive nel segmento alto: 4 stelle, 5 stelle e lusso".

Questo consente di valorizzare "la domanda in crescita di un turismo sostenibile, con piccoli insediamenti compatibili con le esigenze di un turista raffinato su cui abbiamo numerosissimi esempi già nelle masserie che ospitano in tutto il territorio regionale attori, intellettuali, protagonisti della vita culturale internazionale. E’ un turismo soprattutto orientato verso le zone interne, connesse alla cultura e all’enogastronomia, e non sul mare, per questo abbiamo deciso di orientare gli investimenti per gli alberghi includendo la possibilità di ristrutturare masserie e palazzi storici. Gli incentivi non vanno solo in questo senso ma prima non erano previsti", precisa.

E il turismo in Puglia non è più ‘mordi e fuggi’: i turisti si fermano in media "4 notti e mezzo a persona – conclude Godelli – quindi un allungamento della permanenza che riguarda soprattutto gli stranieri che non fanno il weekend, a differenza degli italiani, ma prolungano", spiega Godelli. "Con il sistema ‘spot’, che stiamo implementando, studieremo i check in e i check out delle strutture ricettive – ha annunciato Piccirillo – per avere un monitoraggio in tempo reale dei flussi turistici e orientare le strategie comuni con le imprese".

Sulle campagne di comunicazione, a parte "gli storici mercati di riferimento tedesco, francese e inglese, punteremo ad esempio sulla Russia, con una campagna di promozione a marzo nell’area metropolitana di Mosca e da maggio con un nuovo volo diretto settimanale Mosca-Bari".


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