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Per un’altra Vieste/.…intanto i trabucchi vanno in malora

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Uno fra i tanti segni identitari di cui la nostra terra è ricchissima, è rappresentato non da un dono che ci è stato fatto dalla natura, ma da un’invenzione nata dall’ingegno dei nostri antenati. Il trabucco, più di ogni altro simbolo, è l’identificazione della nostra terra e dei nostri avi.

 Il trabucco racconta di noi. Racconta della nostra terra perché è costruito con il legno di pino d’Aleppo, il pino tipico del nostro promontorio; racconta della morfologia della costa garganica, ricca di punte e promontori senza i quali non esisterebbero i trabucchi; racconta dell’intelligenza dei nostri antenati, che hanno dovuto inventarsi una tecnica di pesca che permettesse loro di non doversi inoltrare dal quel nostro mare spesso sferzato dalle raffiche del Maestrale; racconta della fatica durissima e della forza delle braccia dei nostri pescatori che dovevano lavorare su quegli arnesi. Il trabucco è la storia della nostra identità senza la quale non avrebbe significato la nostra esistenza; è la nostra radice.
Agli inizi degli anni novanta, molti dei trabucchi Viestani erano scomparsi e quelli rimasti versavano in condizione di grave degrado strutturale. Proprio per questo, l’appena istituito Parco del Gargano, su sollecitazione dei Comuni di Vieste e di Peschici sollevò l’allarme e intraprese una decisa azione in loro difesa. Si unirono associazioni ambientaliste e culturali, giornalisti e scrittori di ogni parte d’Italia, tanto che grazie all’istanza dell’associazione Italia Nostra i trabucchi sono stati inseriti, nell’Elenco dei Beni di Interesse Nazionale stilato dalla Soprintendenza ai BBCCAA . Su iniziativa dei Comuni di Vieste e Peschici nacque nel 2001 l’Associazione Trabucchi onlus, con la partecipazione di tutti i trabuccolanti storici e delle associazioni nazionali di Italia Nostra, WWF Italia e Legambiente, allo scopo di conservare e mantenere i trabucchi.
Grazie a quest’associazione numerosissime riviste e canali televisivi di tutto il mondo hanno scritto e diffuso immagini e storia del Gargano . Inoltre, il Parco e il Comune di Vieste istituirono il premio giornalistico “ Il Trabucco “ annoverando le migliori firme nel settore dell’ambiente e della cultura.
Nel 2009, però,  cominciarono  una serie di controversie fra soci dell’Associazione e inoltre, per un vizio tipicamente italiano che permette alla politica di interferire anche laddove non ce ne sarebbe motivo, l’ente Parco nominò un esponente politico come suo rappresentante, in accordo con l’amministrazione comunale. Se aprirono così una serie di contenziosi anche di natura legale, fino ad arrivare alla revoca della concessione demaniale  di tutti i trabucchi affidati all’associazione trabucchi del Gargano onlus e alla creazione di una nuova associazione. Il Comune di Vieste, nel corso di un tavolo tecnico tenutosi agli inizi di gennaio 2010, s’impegnò “ad assumere in prima persona l’onere di mantenere in concessione le aree demaniali su cui insistono i trabucchi nel territorio di Vieste” insieme al Parco.
In tutto questo turbinio di vicende di natura politico amministrativo chi ne fa le spese sono alcuni trabucchi che nell’attesa della loro risoluzione rischiano il completo degrado.
A tal proposito , il trabucco di Punta Santa Croce, l’unico regolarizzato sotto il profilo della concessione demaniale marittima, ha subito nel luglio 2010 da parte di un’imbarcazione, un sinistro che lo ha gravemente danneggiato. Per questo danno l’Associazione trabucchi onlus è stata  risarcita dall’assicurazione e ha chiesto al Comune di poter provvedere alla sua riparazione. A tale richiesta non è stata data risposta, nonostante ci sia il verbale del comandante dei vigili urbani che dichiari la pericolosità, di quel trabucco danneggiato, per la pubblica incolumità.
Qual è allora il senso della nostra mozione?
Questa mozione voleva essere un impegno a trovare una conciliazione fra le varie parti.
Questa mozione voleva impegnare il consiglio comunale ad andare oltre le scartoffie burocratiche e giudiziarie che nell’attesa di una loro risoluzione stanno facendo andare in rovina i trabucchi. Non possiamo aspettare che arrivi il momento in cui non sarà più possibile far niente, non possiamo aspettare  che i trabucchi  vadano definitivamente in malora. Questa mozione era un invito a intervenire e a intervenire subito. Noi chiedevamo al Consiglio Comunale di dimostrare che l’interesse per questo simbolo della nostra storia, con tutta la sua valenza culturale ed economica, venisse prima di qualsiasi ostacolo di natura amministrativa o legale o peggio ancora prima di qualsiasi interesse di natura politica o addirittura partitica. Volevamo che il Consiglio Comunale si  impegnasse  ad assolvere un dovere: il dovere di proteggere le nostre radici.
Inutile raccontare che anche questa mozione è stata bocciata.

Per un’altra Vieste
Annamaria Giuffreda

 

 

 

 

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