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Tra Varano e Ischitella, ecco l’altro turismo del Gargano tutto da scoprire

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Promuovere l’offerta, nonostante la crisi. I progetti delle strutture ricettive.

 

 Qualche nuova apertura e i discreti numeri di presenze registrati nella bella stagione passata
nelle strutture di accoglienza turistica già rodate, fanno sperare in un rilancio sotto il profilo della
promozione territoriale del borgo di Ischitella. O piuttosto è questa la percezione del neo assessore al Turismo, Michele Di Fine, che nei giorni scorsi rivelava che far emergere tutte le potenzialità turistiche e promuovere la conoscenza delle attrattive di Ischitella sarebbe stato l’obiettivo del suo mandato, incoraggiato dalla vivacità dell’imprenditoria agricola del territorio. Recentemente, infatti, è stato inaugurato un agriturismo sulle sponde del lago di Varano. L’ultimo arrivato è il primo a specchiarsi in quelle acque ancora poco note e sfruttate turisticamente. "Questo in realtà è un territorio un po’ trascurato, nel senso che è poco pubblicizzato e promosso", commenta il titolare della Cooperativa agrituristica "Isola Varano". "Noi ci troviamo sulla fascia dell’isola di Varano. Siamo in una posizione favorevole. Chi vuole visitare la costa del Gargano o il Subappennino, la Foresta Umbra e le grette, può raggiungere tutto facilmente da questo posto. C’è tanto da visitare-osserva Piero- il problema è come fare arrivare le persone qui per fare conoscere queste bellezze". Col suo agriturismo collocato in un istmo di terra interposto tra mare e lago, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, Piero invoglia annualmente clienti fedeli e nuovi vacanzieri a visitare l’azienda agricola in cui si allevano una numerosa varietà di animali e si assaporano i prodotti provenienti dalle coltivazioni biologiche e il pescato del giorno. "Siamo quasi autosufficienti. Produciamo olio, frutta, di tutto, e abbiamo l’impianto ittico. La nostra clientela ci conosce per la qualità del nostro prodotto. Al 90% i prodotti utilizzati nel ristorante sono di nostra produzione. Chi vuol godere di tranquillità e di un sano ambiente viene a farci visita. E devo dire che quest’ anno -precisa Piero- è andata leggermente meglio dello scorso anno. In genere la clientela che arriva da noi poi ritorna. Ma il problema è farla arrivare. Negli ultimi anni sono nate un po’ di strutture, ma manca l’afflusso di gente come ai vecchi tempi. Venti anni fa, quindici anni fa, ci assalivano. A livello di flussi turistici secondo me c’erano numeri dieci volte superiori rispetto ad oggi". "Il periodo di crisi lo stiamo accusando anche noi e stiamo avendo un calo di presenze", gli fa eco Francesco Giordano titolare dell’omonima masseria immersa tra ulivi secolari e un boschetto di querce di una campagna incontaminata, lontano dal frastuono inquinato della città. "Il 2011 è già stato negativo rispetto al 2010, e se continua così, il 2012 si prospetta ancora peggio del 2011. Non è per niente un anno facile. Non vorrei che la vivacità di cui parla l’assessore -in riferimento alla fiducia di Di Fine nelle potenzialità di accoglienza agrituristica della zona- sia dovuta soprattutto al fatto che molti si fanno prendere dal desiderio di attingere ai contributi statali) pur di incamerare un aiuto economico, e magari mettono su strutture che poi non reggono". La sua, tra i primi agriturismi della zona, tiene da 11 anni, e attira ogni anno vacanzieri che apprezzano in particolare la sensazione di pace, silenzio e tranquillità che si respira a "Masseria Giordano". Il mio agriturismo è il luogo ideale per chi voglia passare veramente un po’ di giorni a riposarsi", precisa Giordano che presso la sua Struttura accoglie turisti sia italiani che stranieri. I primi nella stagione estiva e i secondi "nei periodi cosiddetti morti", di giugno, settembre e ottobre. "La mia è una piccola struttura, in cui cerchiamo di dare il meglio. Abbiamo sei stanze e un appartamentino. Produciamo anche olio extra vergine d’oliva -aggiunge- e dall’anno prossimo dovrebbe andare anche in produzione una vigna che ho messo per fare un po’ di vino buono". I progetti non mancano per promuovere e ampliare l’offerta turistica, "ma si vive un periodo di calo", osserva l’uomo. "Ho l’impressione che sia un po’ tutto il Gargano che negli ultimi cinque anni sia andato giù rispetto al
Salento ed altre zone d’Italia alla Jugoslavia che abbiamo di fronte che si attrezza molto meglio di
noi. Ho l’impressione che sia il Gargano che stia perdendo colpi. Ma qui poi il discorso diventa
lungo perché diventa un discorso di rappresentanza politica".

Roberta Fiorenti
L’Attacco

 

 

 

 

 

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