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Appalti nella sanità, Puglia contro Frisullo

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Ex vicepresidente indagato, Regione parte civile. L’indagine riguarda alcune gare bandite dall’Asl.

 

 La Regione Puglia contro l’ex vice governatore della prima giunta guidata da Nichi Vendola. Durante l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio di Sandro Frisullo,  l’avvocatura della Regione ha chiesto e ottenuto di potersi costituire parte civile nell’eventuale processo. Nell’atto non viene determinato il risarcimento economico preteso, quello si conoscerà solamente al termine del procedimento. Lo scorso dicembre, i pm inquirenti, Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, chiesero il rinvio a giudizio per Frisullo e altre quattro persone: i fratelli Tarantini, Gianpaolo e Claudio, Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell’Asl di Lecce, e Antonio Montinaro, primario di neurochirurgia dell’ospedale Vito Fazzi, tutti coinvolti in una delle inchieste sul presunto malaffare nella sanità pugliese. Sulla richiesta di processo adesso dovrà decidere il giudice del Tribunale di Bari, Alessandra Piliego, la prossima udienza è in calendario tra una settimana. Agli indagati la Procura contesta, a vario titolo, l’associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e millantato credito. L’indagine riguarda alcuni appalti banditi dall’Asl di Lecce che, secondo gli investigatori, la società dei Tarantini si sarebbe aggiudicati in maniera illecita grazie all’interessamento di Frisullo.

Il politico salentino, in cambio, avrebbe ottenuto da Gianpaolo Tarantini presunte mazzette e prestazioni sessuali di tre donne. Secondo i magistrati (gli stessi dell’inchiesta sulle escort portate da Gianpi nelle residenze di Silvio Berlusconi), l’ex vice di Nichi Vendola avrebbe millantato credito nei confronti di Valente e di Montinaro, ricevendo in cambio da Gianpi numerose utilità come «prezzo della sua mediazione illecita diretta». In particolare, la magistratura contesta al politico di aver intascato 12mila euro al mese da gennaio a novembre 2008; più altri 50mila euro, costosi capi d’abbigliamento, regali di vario genere e prestazioni di natura sessuale pagate da Gianpi. I fatti si riferiscono agli anni 2007-2009. La Procura attribuisce il ruolo di «promotori e organizzatori» della presunta organizzazione proprio a Gianpaolo Tarantini e a Sandro Frisullo.

Il 18 marzo del 2010, l’ex vice presidente venne arrestato e per un paio di settimana restò in carcere prima di riottenere la libertà. Durante l’udienza di ieri la difesa di Frisullo, rappresentata dall’avvocato Michele Laforgia, ha depositato l’ordinanza d’arresto a carico del senatore Alberto Tedesco del 24 febbraio 2011, anch’egli coinvolto in una diversa inchiesta sulla sanità assieme ad altre 40 persone, tra cui proprio Valente. Secondo i legali di Frisullo, nell’ordinanza di arresto a carico di Tedesco, Valente verrebbe rappresentato dall’accusa come uomo vicino all’attuale senatore, mentre nell’inchiesta che coinvolge Frisullo lo stesso Valente verrebbe indicato, sempre dalla Procura, come uomo di fiducia dell’ex vice governatore. Ricostruzioni, insomma, che andrebbero in contrasto tra loro.

 

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