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Gargano/ I croati «studiano» i nostri agrumi

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Missione interadriatica dei produttori di mandarini. Coinvolti Fao e Banca europea ricostruzione e sviluppo.

 

 L’elisir d’amore del Gargano contagia anche i croati. Gli agrumi della Montagna del Sole, così preziosi da avere anche in San Valentino il loro santo protettore, diventano un modello di studio per la dirimpettaia Croazia. Un gruppo di produttori di mandarini della valle del Neretva, zona compresa tra Spalato e Dubrovnik, è in questi giorni tra Foggia e il Gargano per apprendere da vicino le tecniche di valorizzazione dei prodotti a forte identità territoriale come gli agrumi, per comprendere le modalità per far conseguire ai loro mandarini — la Croazia è tra le nazioni candidate all’ingresso nell’Unione europea — i marchi Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta).

Il progetto vede il coinvolgimento della Fao (l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura in seno alle Nazioni Unite) e della Banca europea di ricostruzione e sviluppo, con il sostegno del ministero dell’Agricoltura croato. «La zona del Neretva — ha spiegato ieri Nada Zvekic del Centro investimenti Fao durante la giornata di studi promossa dalla facoltà di Agraria dell’Università di Foggia, dalla Camera di commercio e dal D.A.Re. (il distretto agroalimentare regionale) — produce dalle 30 alle 60 mila tonnellate annue di mandarini, agrumi dalle proprietà particolari in quanto coltivati in campi irrigati anche con acqua salata». Un prodotto molto conosciuto nei Balcani «ma per la cui diffusione in campo europeo — secondo Jelena Dugum, funzionaria del ministero dell’agricoltura croato — occorre un potenziamento delle esportazioni. Questo il senso della nostra visita in provincia di Foggia» con la visita di alcune aziende agrumicole del Promontorio.

I produttori aspettano risposte importanti dall’incontro con Alfredo Ricucci, presidente del consorzio «Gargano Agrumi», organismo responsabile delle due Igp Arancia del Gargano e Limone Femminello. «Il nostro è un modello che viene studiato in tutta Italia e anche in Europa — ha aggiunto Gianluca Nardone, direttore generale del D.A.Re. — perché è frutto di un raccordo sempre più stretto tra le imprese produttrici e i centri di ricerca, con un punto di riferimento chiaro rappresentato proprio dal nostro distretto agroalimentare». L’interesse dei produttori croati nei confronti del Gargano conferma la grande vocazione agroalimentare dell’intera Capitanata, a breve chiamata a confrontarsi con i buyers internazionali nell’edizione 2012 di «Euro & Med Food», la specializzata in campo agroalimentare e turistico, di scena a Manfredonia dal 17 al 19 aprile prossimi. «Quando vendiamo agroalimentare — ha sottolineato Matteo di Mauro, segretario generale della Camera di commercio di Foggia — vendiamo anche territorio. Questo rapporto con i colleghi croati attesta che il nostro è un prodotto spendibile sotto forma certificata, che può avere un futuro sui mercati internazionali».

Marzia Campagna

 

 

 

 

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