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Vieste – SPINA DIANA: «IL SINDACO NOBILE DEVE AFFRANCARSI DAI CLIENTELISMI»

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Intervista a Domenico Spina Diana, sindaco per tre mandati e parlamentare, oggi capogruppo di «Ripartiamo» in Consiglio comunale

Perché Angelo Devita ha lasciato il gruppo "Ripartiamo"?
«Cosa volete che risponda… Quoque tu Angelo fili mii… Oppure che le lusinghe siano più dolci delle riconoscenze. Ma questo non il vero problema. La questione è che ormai viviamo una politica fatta di acquisizioni, di compromessi al ribasso. Il problema non è Angelo Devita ma il problema è dall’altra parte: promettere per ridurre la minoranza, acquisire con lusinghe. La politica non è questo. A noi della minoranza interessa che ci siano consiglieri comunali che sappiano svolgere il loro ruolo. Se Devita entrerà in maggioranza avrà le sue ragioni: ognuno è libero di scegliere il proprio destino».

Anche per l’altro componente del gruppo "Ripartiamo", Mauro Clemente, circolano voci di un qualche disagio politico con assenze in Consiglio comunale. Solo indiscrezioni?
«Non sono nemmeno voci… Mauro Clemente sta svolgendo un ruolo importantissimo nell’ambito dell’opposizione ad esempio con la commissione di studio e garanzia per l’evasione fiscale. In Consiglio comunale Mauro Clemente non è mai mancato, credo. Qualche volta si assente per pochi minuti. Non è mai esistito un problema Mauro Clemente che ritengo una persona abbastanza determinata con le idee chiare. E’ un uomo di punta dell’opposizione che ci teniamo ben stretto. Sarà uno dei prossimi ed importanti politici impegnati nella futura guida della città».
Nel pomeriggio di giovedì scorso 1° marzo come forze di opposizione avete attuato un’occupazione della sala consiliare?
«Si è trattato solo di un atto simbolico determinato dal fatto che, anche se per legge e per Statuto comunale alle opposizioni o ai gruppi di minoranza dovrebbe essere garantito un ufficio con tutti i mezzi per espletare la propria attività, per una determinata ed immotivata idiosincrasia da parte del sindaco Nobile, questo non accade. Avviene, invece, che in Municipio ci sono degli uffici assegnati ad organi non istituzionali ma non alle minoranze».
Dall’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale, il suo rapporto di contrapposizione con il sindaco Nobile ha creato in Consiglio comunale un clima politico alquanto teso. Questo contrasto, forse personale, non sta forse condizionando lo stesso Consiglio comunale, deviandolo da un percorso forse più snello e di maggiore collaborazione?
«Questa affermazione di contrapposizione personale è un luogo comune. Esiste solo una contrapposizione politica. Io rispetto tutti, di qualunque colore politico. Però, quando si è all’opposizione e la si attua non in maniera distruttiva bensì propositiva per il bene della città è evidente che la chiusura totale da parte del sindaco o della maggioranza ci stupisce perché in fondo è contro la città stessa».
Quale è la strategia di fondo di questa tendenza dell’opposizione a chiedere convocazioni di Consigli comunali con argomenti specifici: sollecitare l’Amministrazione su tematiche di cui si disinteressa o c’è la ricerca di un protagonismo politico a sostegno di proprie iniziative?
«E’ un istituto eccezionale quello di poter chiedere la convocazione del Consiglio comunale da parte della minoranza. Ma l’eccezionalità è determinata dal fatto che c’è un’Amministrazione comunale ed una maggioranza, incapaci di portare i problemi importanti della città in Consiglio comunale. Ci troviamo così di fronte all’alternativa di sbraitare e non fare niente, oppure fare proposte. Come opposizione responsabile abbiamo assunto il secondo atteggiamento: io propongo nella speranza di convincere la maggioranza a collaborate per risolvere le problematiche più importanti. Noi non proponiamo di discutere su stupidaggini ma su questioni serie, come da ultimo su quella occupazionale. C’è un’Amministrazione che dorme e la responsabilità della minoranza è di stimolarla. Ho guidato tre amministrazioni e con le minoranze sui grandi problemi, Prg, occupazione, investimenti nel turismo, abbiamo avuto un’approvazione quasi sempre unanime perché si è privilegiata la collaborazione».
Dalla maggioranza spesso la sollecitano a ricordare i suoi tre mandati da sindaco di Vieste e le decisioni assunte. Lei ricorda tutto questo? Alcune delle situazioni attuali non nascono proprio da quanto fatto in quegli anni?
«Io ripeto spesso che la politica è una cosa che riguarda il presente ed il futuro di una città. Parlare di amministrazioni precedenti significa fare la storia della politica. Tra storia della politica e politica c’è una grande differenza. Non mi esimo però dal rispondere: tutto ciò che è stato fatto non è stato visto mentre tutto ciò che doveva essere continuità e risoluzione di altri problemi in itinere non è stato fatto. E’ logico che chi non ha saputo fare, di solito rimpalla la responsabilità ad Amministrazioni precedenti. Nel 1992 ho avuto almeno sette Amministrazioni pregresse, visto che gli anni ’80 erano stati caratterizzati da una grande precarietà politica, in nove anni si sono avute sei Amministrazioni e due Commissari. Eppure non ho mai detto una parola di accusa verso precedenti Amministrazioni da cui ho sempre cercato di cogliere gli aspetti migliori. Ora l’Amministrazione Nobile dopo sei anni non ha risolto un problema anzi quei problemi che erano in itinere sono stati peggiorati. Quello che manca è soprattutto l’umiltà di confrontarsi con la gente e con le opposizioni».
Al di là delle critiche, c’è un qualcosa, una decisione, un atteggiamento che ritenete positivo di quest’Amministrazione?
«Con tutti gli sforzi, anche con la mia mentalità di guardare con ottimismo, non riesco davvero a trovare qualcosa di positivo. Quello che ho visto in questi dieci mesi di Amministrazione è stata la mancanza di impegno sui temi importanti. Poi sui dettagli… in effetti io non guardo i dettagli, non lo facevo da sindaco… figurarsi oggi da consigliere di opposizione. I dettagli sono tutti negli aspetti clientelari. E’ meglio non parlarne…».
A dieci mesi dalle Comunali del 2011, riconosce di avere commesso un qualche errore nel proporre quella lista? C’è una sorta di ripensamento su quella decisione?
«Non è che avessi una grande voglia di ritorno. Avevo fatto delle scelte forse anche sbagliate di ritirarmi dalla politica. Sono ritornato perchè la città non poteva essere governata da un’Amministrazione come quella passata. Io ho offerto all’attuale sindaco ogni opzione possibile affinchè ci fosse un serio, vero rinnovamento, dal sindaco a tutta la giunta, per avere un appoggio in questo senso. Queste proposte sono state rifiutate per due incontri. Dal PdL non è stata peraltro mai pubblicizzata una lettera che avevo scritto al comitato provinciale ed a quello viestano in cui evidenziavo che tutte le forze rinnovatrici, le forze giovani aprissero un confronto con il PdL per trovare una soluzione, una strategia diversa. A quella lettera non ho ricevuto risposta né la stessa è stata letta nel gruppo PdL».
Con il sindaco Ersilia Nobile ha detto che non c’è nessuna contrapposizione personale ma solo politica. A livello personale quale consiglio si sentirebbe di darle?
«Il consiglio che posso dare è questo: salvare il salvabile. Assumere perciò una posizione autonoma, da sindaco, dove si ascolta tutti ma decide un solo cervello. Deve affrancarsi da clientelismi e da certi aspetti deleteri della nostra città… Costituire una giunta più forte, più seria e più aperta a tutti… Se non ci sono in Consiglio comunale le persone possono essere trovate anche all’esterno».             (Antonio Troia)


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