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Cagnano Varano/ Il pm: ergastolo per i De Gregorio

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Padre e figlio sono accusati d’aver ammazzato a fucilate due allevatori per vendetta.

 

 Il pm chiede l’ergastolo per Michele Pasquale De Gregorio, l’agricoltore di 74 anni di Cagnano Varano; e per il ‘figlio Cosma Damiano De Gregorio , imprenditore edile di 48 anni, accusati del duplice omicidio di Pietro e Sante Zimotti, padre e figlio rispettivamente di 47 e 26 anni. I due
allevatori cagnanesi furono uccisi a fucilate la mattina del 7 dicembre 2010 mentre tagliavano legna in una radura vicino al loro fondo: Pietro Ziomotti fu colpito alla schiena, il figlio da tre fucilate a coscia, torace e volto, con i cadaveri scoperti nella tarda serata dai parenti preoccupati per non aver visto i due tornare in paese, Un doppio movente- ipotizza l’accusa alla base del duplice omicidio: rancori tra confìnanti perchè il podere delle vittime è vicino a quello di Michele Pasquale De Gregorio; vendetta per un furto di trattore e attrezzi agricoli subito due mesi prima del delitto (ottobre 2010) da Cosma De Gregorio con successiva richiesta di «pizzo» per la restituzione della refurtiva, furto del quale l’imprenditore sospettava proprio Sante Zimotti. Cosma De Gregorio è detenuto dal 23 gennaio del 2011 quando fu arrestato dai carabinieri insieme al genitore, la Cassazione lo scorso settembre ha però annullato con rinvio la decisione del Tribunale della libertà di Bari che nel febbraio precedente aveva rigettato il ricorso difensivo teso alla scarcerazione (si attende che i giudici riesamino l’istanza difensiva). il padre è agli arresti domiciliari, con il Tribunale della libertà che nel luglio scorso accolse il ricorso della Procura di Lucera contro la decisione del gip di mandare a casa l’agricoltore (pende il ricorso difensivo in Cassazione, doveva essere esaminato nei giorni scorsi ma è stato rinviato). I due imputati si dicono innocenti. Il pubblico ministero del Tribunale di Lucera Alessio Marangelli, che coordinò le indagini dei carabinieri che portarono all’arresto di padre e figlio il 23 gennaio del 2011, ha chiuso la requisitoria in corte d’assise a Foggia (presidente Antonio De Luce, a latere Carmen Corvino e sei giudici popolari) chiedendo il carcere a vita per i due principali imputati, accusati di omicidio premeditato (in concorso con altre persone rimaste sconosciute) e porto illegale del fucile usato per l’agguato. Il pm ha chiesto anche 3 anni di reclusione per Giovanni D’Avena, quarantenne di Cagnano Varano, imputato di favoreggiamento e calunnia nei confronti dei carabinieri: secondo la tesi accusatoria inizialmente rivelò agli investigatori che Cosma Damiano De Gregorio gli aveva confidato che se.. avesse, scoperto chi lo aveva derubato, gli avrebbe sparato e che sapeva chi fosse stato; poi, dopo l’arresto di padre e figlio, fu sentito in Procura a Lucera, ritrattò quanto dichiarato e sostenne che i carabinieri che lo avevano sentito, avevano scritto cose diverse da quelle da lui riferite. L’avv.Ettore Censano, costituitosi parte civile per i familiari delle due vittime, ha chiesto la condanna dei De
Gregorio ed un risarcimento di 500mila euro. L’avv. Raul Pellegrini (difende i due presunti omicidi insieme alla collega Antonella Palumbo che assiste il più anziano dei due) ha chiesto l’assoluzione di padre e figlio e la sua arringa proseguirà nella prossima udienza. L’accusa parla di movente «forte»; del rancore provato dagli imputati nei confronti delle vittime; di tentativi di depistaggio delle indagini; sostiene che l’alibi fornito da Cosma Damiano De Gregorio – la mattina del 7 dicembre la trascorse in paese a Cagnano Varano, impegnato con la sua impresa a gettare una colata di cemento per costruire la rampa di un garage – si basa su una falsa testimonianza; rimarca
come sui vestiti di Michele Pasquale De Gregorio, sequestrati dai carabinieri 48 ore dopo il duplice omicidio, furono rinvenute numerose particelle di polvere da sparo, a dimostrazione del suo diretto
coinvolgimento nell’ agguato.


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