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Faida Gargano/ Torna carcere Mario Luciano Romito

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E’ tornato in carcere Mario Luciano Romito, 45 anni, ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan della faida del Gargano.  L’uomo, sorvegliato speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di Manfredonia, è stato arrestato dal personale della squadra mobile di Foggia unitamente a quello del commissariato del centro sipontino in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso ieri dalla Procura della Repubblica di Treviso dovendo scontrare una pena residua di 5 anni e 4 mesi di reclusione . Lo stesso è ritenuto responsabile della rapina commessa in danno di furgoni portavalori avvenuta nel 2001 a Casale sul Sile. Luciano Romito, più piccolo dei fratelli Romito, scampò per ben due volte ad altrettanti agguati mortali. Il primo, in ordine di tempo, avvenne il 18 settembre 2009: fu vittima di un attentato dinamitardo mentre si stava recando a bordo dell’Audi A4 Station Wagon, in compagnia del fratello Ivan, presso la caserma dei carabinieri dove aveva l’obbligo di firma. Il secondo, invece, domenica 27 giugno 2010, quando, su viale padre Pio, venne ucciso il nipote, Michele Romito di 23 anni (figlio di Franco, morto ammazzato il 21 aprile 2009 con il suo autista Giuseppe Trotta a Siponto in viale degli Eucalipti). Nella circostanza Mario Luciano venne ferito all’altezza del mento. Il nome di Mario Luciano Romito, era inserito nel blitz contro la faida del Gargano portato a termine dagli uomini dell’Arma il 23 giugno del 2004. Due anni più tardi, venne assolto da tutte le accuse tra cui anche quella del duplice omicidio di due camorristi campani nel lontano 1993. All’epoca dei fatti fu sospettato, insieme ai suoi fratelli, della soppressione dei due cadaveri, ritrovati, poi in una grava di San Marco in Lamis.


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