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Manfredonia/ Il paradosso di 5 porti in 5 chilometri e nessuno funziona

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Posto che le infrastrutture sono funzionalmente connesse alla realizzazione e allo sviluppo delle iniziative imprenditoriali, nel processo di reindustrializzazione post Enichem avviato nell’area di crisi Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata si sono registrati ritardi e lentezze nell’assumere decisioni su opere già esistenti e interventi a favore della infrastrutturazione del nuovo distretto produttivo, che hanno frenato gli investimenti e mortificato le ricadute positive per l’occupazione.

 "lo credo che questo territorio -afferma il segretario generale della Filctem Cgil Foggia Luigi Lauriola- si debba interrogare sulle grandi potenzialità delle infrastrutture che possiede e che nessuno vuole mettere a frutto. A Manfredonia in 5 km si contano 5 porti (caso, credo, unico al mondo) e nessuno funziona: il costruendo Marina del Gargano per oltre 700 posti barca, il porticciolo Inside che ha il cantiere fermo, e l’approdo all’Acqua di Cristo, il porto commerciale per la flotta peschereccia e il porto industriale, l’unico in Adriatico con un pescaggio di 18 metri e paradossalmente senza più rimorchiatore. Vorremmo capire almeno qual è la proiezione dello sviluppo in quella direzione?". Ritornando al braccio alti fondali, una struttura di enormi capacità mai resa funzionale: concorda? "Si. Nell’investimento fatto da Manfredonia Vetro -ricorda Lauriola- abbiamo costretto l’imprenditore, prima che realizzasse, a costruirsi 200 metri di rotaia dentro il suo stabilimento che è morta lì e per metterei una croce sopra, gli hanno piazzato pure un opificio davanti. Per questa incapacità del territorio di realizzare, l’impresa ha sopportato un costo di un milione di euro". Oltre al molo alti fondali c’è l’area retroportuale, rimasta inutilizzata O bizzarramente utilizzata (vedasi i palazzi in cerca di uso a civile abitazione, con vista sui nastri trasportatori) a dispetto di altri porti dove sono sorti silos, insediate imprese, realizzati depositi costieri di carburante. In questo caso di chi è la responsabilità: Manfredonia, Monte Sant’Angelo o Asi? "Credo in misura minima Monte S. Angelo – risponde il sindacalista – perché credo che le competenze siano essenzialmente dell’autorità portuale di Manfredonia. Nel caso specifico credo che il problema sia stato creato da Mf e dal suo ceto politico, in particolare a Tonio Leone, vicepresidente della Camera e parlamentare di riferimento del nostro territorio, poiché negli ultimi 5 anni si è pensato esclusivamente a mantenere un’autorità portuale che ha allontanato le merci dal porto sipontino. Bene sarebbe stato costituire l’autorità portuale del Levante, che guarda caso funziona visto che anche gli autotrasportatori di Manfredonia vanno a caricare a Molfetta dove Bari dirotta una parte del traffico merci".

Anna Maria Vitulano


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