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Processo Medioevo – PINO VESCERA CONFERMA IN AULA TUTTE LE ACCUSE

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“Ci dobbiamo aggiustare”. E’ stata questa la frase che più volte è risuonata nell’aula del Tribunale di Foggia dove questa mattina a partire dalle 13,00 e fino alle 16,00 si è svolta la deposizione dell’imprenditore viestano Pino Vescera, titolare del Lido Oasi, sui tentativi di estorsione attuati nei suoi confronti e i conseguenti  attentati, culminati nell’incendio del ristorante “Scialì”.

E’ stato l’imprenditore turistico (che ha avuto il sostegno in aula dei colleghi dell’Associazione Antiracket di Vieste arrivati con lui ed il sindaco Ersilia Nobile con un pullman organizzato per l’occasione) a denunciare come proprio con quella dichiarazione nel dicembre 2009 si fosse presentato da lui Angelo Notarangelo, imputato nel processo con altri viestani, per chiedergli denaro.
Dopo il rifiuto a sottostare a tale richiesta, Vescera, come ha ricostruito in aula, subì una seri di attentati incendiari, di varie auto e di un deposito aziendale, ed infine il disastroso incendio del ristorante “Scialì”.
Ad interrogare il testimone è stato prima il pm della Dda di Bari Giuseppe Gatti e poi i difensori degli imputati, gli avvocati Carlo Mari e Francesco Santangelo. Prossima udienza il 29 marzo: a testimoniare sarà il cognato di Pino Vescera, Vincenzo Troia. 


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