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Processo Medioevo – PINO VESCERA CONFERMA IN AULA TUTTE LE ACCUSE (4)

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Grasso non si perde l’udienza shock. Presente per stare vicino al teste. E intanto emerge un precedente scomodo di Vescera.

 

 Alla prima udienza si era presentata mezza Vieste. Un’orda di imprenditori, rappresentanti dell’associazione antirackete di giovani avevano riempito due pullman per far sentire la loro v:icinanza alle vittime delle estorsioni. Anche in occasioni della testimonianza di Pino Vescera, una delle fasi più delicate del processo sono tornati. Non erano cento, ma quaranta, ma la partecipazione da parte della cittadinanza viestana, capeggiata anche questa volta dal presidente della Federazione Nazionale antiracket Tano Grasso e del sindaco di Vieste, Ersilia Nobile si è fatta sentire. Lo stesso Pino Vescera, che è socio dalla sua costituzione, ha citato spesso l’associazione viestana durante la deposizione. "All’inizio ho avuto paura, poi con il sostegno dell’associazione ho deciso di denunciare – ha ammesso l’imprenditore rispondendo alle domande . Dal primo giorno in cui è nata io ne sono socio . Grasso, presidente della Federazione Nazionale Antiracket, sta seguendo da tempo le attività dell’associazione di Vieste presieduta da Giuseppe Mascia (anche lui presente ieri mattina in Tribunale, ndr). "Credo che una mobilitazione del genere sia unica – ha raccontato Tano Grasso – forse paragonabile solo al processo di Capo D’Orlando del 1991 ".E pensare che lo stesso Vescera, circa 40 anni fa, era stato condannato per estorsione. Quando avevo 19 anni – ha raccontato lui stesso durante l’ udienza – chiesi soldi, assieme a due complici minorenni, ad un imprenditore turistico ,molto noto. Dopo cinque anni però venni riabilitato".

L.P.
L’Attacco


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