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Suicidi, 120 in Puglia in aumento i giovani

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Nei primi mesi dell’anno assistiamo ad un aumento quasi esponenziale dei suicidi.

 

  Dentro i dati ci sono volti, storie drammi, spesso ignorati e covati nel silenzio gelato e straniato della disperazione, di cui togliersi la vita è solo l’ultimo, decisivo atto, l’ultima drammatica richiesta d’aiuto, che si sa, non verrà ascoltata. Il suicidio è l’estremo tentativo di programmare un ultimo atto, da parte di chi non ha più neanche la forza di pensare.
Non deve consolarci il fatto che i picchi si raggiungano soprattutto nel profondo Nord e nel ricco Nordest. L’aumento si registra anche nel Sud, anche nelle nostre realtà di provincia, spesso anonime ed amorfe, compresse e dilatate tra sviluppo asfittico, aspettative disilluse e promesse non mantenute. I rilievi Istat parlano ad esempio di 120 suicidi in Puglia nel 2010, con una prevalenza degli uomini sulle donne. Si assiste ad un leggero calo degli episodi suicidari in Puglia, rispetto al 2009. Si passa da 132 a 120 episodi, ma aumentano, seppur di poco, gli omicidi tentati. Nonostante lo scarto temporale delle indagini temporali, 2009-2010, la tendenza ad un aumento nel 2011-2012, secondo i dati in possesso delle singole questure, appare incontrovertibile. Ci si toglie la vita soprattutto per il sopravvenire di malattie, fisiche, o più spesso psichiche, per problemi di relazione, per debiti. I soggetti più a rischio appaiono i 45- 60enni. Ma il fenomeno è in drammatica crescita tra i giovani.


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