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Pdl provinciale: addio all’unità

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 E’ uno degli ultimi consigli provinciali eletti dal popolo (di qui ad un anno la provincia svestirà i suoi panni, come dire,tradizionali) ma il primo all’indomani del congresso del Popolo della Libertà – che ha rispolverato il vecchio braccio di ferro tra gruppo consiliare Pdl e il suo presidente sulla rivisitazione dell’esecutivo- e il primo all’indomani delle dimissioni di due assessori, Stefano Pecorella (ex all’ambiente) e Matteo Cannarozzi De Grazia ( Bilancio), che lascia Palazzo Dogana per motivi – come ha dichiarato- “squisitamente personali” e che, si vocifera, lo stesso Pepe stia tentando in queste ore di recuperare personalmente, segno della stima nutrita nei confronti dell’ex sindaco di Vico del Gargano e dell’importanza della delega, pesantissima, che Pepe, si sa, difficilmente cederà ad altre personalità solo sulla base di un’indicazione politica.

Ora, al di là del pressing del presidente, se centrerà o meno l’obiettivo, è chiaro  che si tratta di situazioni che rappresentano plasticamente il malessere interno alla maggioranza Pepe, che vede proprio nel partito del presidente, il Pdl appunto, il suo vulnus principale, sul quale si gioca la stessa tenuta del governo di centrodestra. A conferma di un’unità (quella celebrata nel congresso) che oggi mostra le prime crepe  se è vero che:

1)un ricorso pare essere già partito all’indirizzo di Roma contro gli esiti congressuali (voci vorrebbero dietro il vicepresidente della Camera, Tonio Leone, e i suoi epigoni), stigmatizzato oggi dal neosegretario Franco Landella come “inutile mal di pancia di chi ricorre a gesti estremi per ottenere una visibilità che non è mai riuscito a conquistarsi”;

2)i vecchi malumori mai sopiti sono riapparsi nello stesso Palazzo Dogana, dove si respira aria da tregua armata. Il rimpasto del governo provinciale sembra essere il primo punto in agenda della nuova segreteria provinciale, che ieri ha avuto un primo incontro con il gruppo consiliare azzurro per raccoglierne lagnanze e sondare i margini di manovra esistenti. Sul tavolo, in particolare, la “testa” dei due tecnici vicinissimi a Pepe, il vicepresidente Billa Consiglio, e l’ormai plenipotenziario Pasquale Pazienza in capo al quale, oggi, insiste anche l’interim  all’Ambiente che Pepe non ha perso tempo a delegare al suo fedelissimo il giorno dopo il congresso (quando gli azzurri ancora ragionavano sul nome di Rosario Cusmai).

Una mossa a sorpresa, che ha spiazzato il Pdl, una sorta di guanto di sfida lanciato da Pepe (da sempre restio a cambiamenti in corso d’opera) immediatamente raccolto dagli azzurri che già lunedì lo incontreranno per cominciare a discutere del “necessario e non più prorogabile rilancio dell’azione provinciale”. Se qualcosa cambierà saranno solo le prossime ore a dirlo. Pepe, che da sempre sbandiera sotto il naso dei suoi consiglieri la minaccia delle dimissioni (anche oggi lo avrebbe fatto), è difficile che conceda qualcosa. Altrettanto difficile che il gruppo azzurro sia pronto al tutto per tutto, anche a terminare anticipatamente la consiliatura, pur di far passare la sua linea. Battesimo del fuoco dunque per Landella, al quale spetterà l’arduo compito di  mediare.

Giovanna Greco


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