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Alfredo Bortoluzzi e il sacro. Disegni per la Via Crucis

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Sara´ inaugurata venerdi´ 30 marzo alle ore 18 negli spazi espositivi della Fondazione Banca del Monte di Foggia, in via Arpi 152, la mostra "Alfredo Bortoluzzi e il sacro. Disegni per la Via Crucis" curata da Gaetano Cristino e Guido Pensato.

Si tratta della terza mostra dedicata all´artista italo-tedesco con opere su carta tratte dal "Fondo Bortoluzzi".

Com´e´ noto, Alfredo Bortoluzzi realizzo´, proprio a partire dall´incontro con il Gargano, numerosissime opere di ispirazione religiosa, tra cui la "Via Crucis" donata alla chiesa matrice di Vico del Gargano e quella donata, insieme ad altri dipinti, alla chiesa di S. Elia di Peschici.

Queste opere erano spesso l´esito di lunghi studi preparatori. Sessanta di questi disegni, su fogli a volte disegnati da ambo i lati, sono ora in mostra, proprio in coincidenza con la Settimana Santa,nei locali della Fondazione. Essi attestano come Bortoluzzi, coniugando la tradizione classica con la modernita´ della lezione del Bauhaus, riesca ad esprimere in maniera incisiva ed originale la struggente sofferenza del Cristo ma anche la sua Resurrezione.

La mostra rimarra´ aperta fino al 7 aprile 2012, escluso i giorni festivi.
Orari di apertura: 9-13; 17-20.

Alfredo Bortoluzzi (Karlsruhe, 1905 – Peschici, Foggia, 1995), pittore, ballerino e coreografo, nasce in Germania da genitori italiani. Frequenta dapprima l´Accademia,di Karlsruhe e quindi, dal 1927 al 1930, il Bauhaus, a Dessau, dove ha come maestri Wassilii Kandinskij, Joseph Albers, Oskar Schlemmer e soprattutto Paul Klee. Tiene la sua prima mostra a Berlino, nel 1930. Nel 1933 partecipa alla Mostra degli artisti del Bauhaus a Dusseldorf, ma la collettiva viene vietata e sequestrata dai nazisti. Successivamente si dedica prevalentemente al balletto classico, occupandosi anche delle coreografie e delle scenografie. Apprezzato per questa sua attivita´ nei maggiori teatri europei, nel dopoguerra Bortoluzzi ritorna comunque alla pittura. Nel 1958, a seguito di un incidente, lascia la vita teatrale e, benché come pittore abbia gia´ un mercato internazionale al piu´ alto livello, con la consacrazione dei maggiori critici europei, si stabilisce definitivamente sul Gargano, a Peschici, trovando nello scenario garganico non solo una fonte inesauribile di ispirazione ma soprattutto "un approdo determinante ai fini della elaborazione del suo linguaggio maturo".

Carlo Munari.


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