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Cagnano Varano/ Erosione Capojale seve un piano urgente

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A rischio l’habitat del Parco Nazionale del Gargano.

 

Preoccupante la situazione in cui versa la fascia costiera dell’istmo di Capojale e Isola Varano, a
causa del grave e annoso problema collegato alla sua erosione. A lanciare, ancora una volta l’allarme, Matteo Pio Pelusi, presidente dell’associazione "Isola Capojale" il quale ha chiesto allo stesso Ministro all’ambiente, Corrado Clini, un suo intervento prima che l’erosione distrugga un lungo tratto di costa, con ripercussioni pesantissime su ambiente ed economia/Al Ministro ma anche a presidente Regione, Nichi Vendola, presidenti Provincia ed Ente parco, Antonio Pepe e Stefano Pecorella, al sindaco di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione, il fenomeno dell’erosione delle coste da diversi anni si sta intensificando, mettendo in grave pericolo strade, abitazioni, stabilimenti balneari. «In particolare – spiega Pelusi – il mare ha già intaccato la sicurezza della strada che porta al molo di Capojale ed è ormai a ridosso di alcune abitazioni e stabilimenti balneari». L’erosione sta interessando, inoltre, tutta la fascia di pineta e duna che caratterizza l’istmo e che anno dopo anno lascia sempre più metri al mare senza che alcuna istituzione intervenga a porvi rimedio. La pineta e la duna dell’istmo, che si estendono per circa sei chilometri, sono due tra le più belle risorse ambientali del Parco nazionale del Gargano, nonché riserve preziose di un ecosistema naturale fortunatamente non ancora compromesso dall’azione dell’uomo. Le stesse, fortunatamente, garantiscono al nostro comune un certo flusso turistico che è ossigeno per le piccole economie di queste zone. L’erosione delle spiagge che si trovano a ridosso della pineta e della duna, quindi anche la difficoltà di accesso al mare e la difficoltà di balneazione per mancanza di spazi adeguati, possono, pertanto, comportare un impatto estremamente negativo, oltre che di tipo ambientale sulla risorsa naturalistica stessa, di carattere economico sulle tante famiglie che vivono dell’indotto turistico locale. «Certamente, l’analisi fatta dalla nostra associazione – sottolinea Matteo Pelusi – non è quella di tecnici, ma di cittadini che guardano la realtà, che ogni giorno sono a contatto con questi luoghi e che li ricordano con spiagge larghissime. Oggi, però, siamo seriamente preoccupati. Le spiagge, la pineta, le dune spariscono e il mare minaccia, oltre alle case e alle strade, la nostra economia, la nostra identità, i nostri ricordi». il presidente di "Isola Capojale" giustamente si dice fortemente preoccupato, per questo torna a sollecitare un confronto con tutti gli Enti, in primis
l’amministrazione comunale, per fare il punto della situazione e, soprattutto, per tracciare un piano di lavoro al fine di scongiurare quello che, purtroppo è un dato oggettivo: la perdita di un patrimonio ambientale tra i più significativi del Gargano.

Francesco Mastropaolo


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