The news is by your side.

Conflitto d’interessi alla Regione Puglia in arrivo la legge

9

La Puglia corre per arginare l’ondata «anti-casta» che rischia di travolgere i palazzi, dopo la bufera parcheggiopoli e cozze che ha colpito la politica regionale. Oggi il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna proporrà alla Conferenza dei presidenti di adottare un disegno di legge unitario per tutte i consigli regionali italiani sul conflitto d’interessi, che la Regione è pronta a recepire in tempi stretti per adottarlo nell’ambito delle riforme elettorali e statutarie che si accinge a discutere. Già martedì scorso, infatti, nella riunione con i capigruppo il presidente dell’assise pugliese aveva premuto sull’acceleratore per rilanciare la griglia di riforme al vaglio della Settima commissione. E dalla riunione sarebbero filtrati «rumors» circa possibili resistenze dei consiglieri all’introduzione, nella riforma elettorale, della doppia preferenza obbligatoria uomo/donna onde realizzare la parità di genere sinora rimasta sulla carta. I rumors, che avevano indotto lo stesso governatore Vendola ad intervenire per sollecitare il consiglio a non fare barricate sul tema, vengono smentiti dallo stesso Introna, che si dice pronto ad agire sia sul fronte delle donne in politica sia su quello del conflitto d’interessi. «Se nella conferenza dei presidenti dei consigli dovessero emergere resistenze ad un ddl unico, ne faremo uno pugliese allineandoci a quanto è già in discussione alle Camere. Quanto alla questione della riforma elettorale, il consiglio regionale è unito e – sottolinea – nessuna fronda trama contro la parità uomo donna nelle urne elettorali. L’incontro di martedì è servito solo a programmare i lavori e ha confermato la necessità condivisa di garantire l’equilibrio di genere nella composizione dell’As – semblea pugliese».

Dopo i tagli già varati sulle indennità dei consiglieri, Introna ribadisce la necessità di portare in Aula le altre norme anti-Casta: «dalla prossima legislatura, l’assegno di fine mandato verrà ridotto da 12 a 5 mensilità, spariranno i vitalizi, si potrà andare in quiescenza solo a 60 anni e la Puglia adotterà il sistema previdenziale contributivo. Questo – ribadisce – per allineare i consiglieri regionali a qualsiasi lavoratore». Oltre all’introduzione del contributivo, «c’è da rivedere la normativa elettorale regionale, da armonizzare con lo Statuto, partendo dai rilievi mossi dalla Corte Costituzionale, per evitare il pasticcio che ha portato alla mancata attribuzione del premio di maggioranza alle regionali del 2010». Toccherà all’ufficio legislativo predisporre la bozza su cui discutere la riforma elettorale, in modo da allinearla alle prescrizioni dello Statuto ed evitare i contenziosi già avvenuti nel 2010 sull’allarg amento dell’assise da 70 a 78 e, soprattutto, da adeguarla alla riduzione già approvata in prima lettura da 70 a 60. Se necessario, precisa Introna, si ricorrerà al parere di costituzionalisti.

Nella stessa sede si analizerà la legge elettorale della Campania, che già nel 2010 ha introdotto la doppia preferenza obbligatoria uomo/donna e che ora è sollecitata da una petizione popolare, «senza preclusione però di altre ipotesi. La Regione non trascura le esigenze di parità – sottolinea Introna – lo dimostrano il rispetto rigoroso dell’equilibrio di genere nella composizione del governo Vendola e l’attenzione del Consiglio al rinnovo dei due organismi paritari (Commissione pari opportunità e Consulta femminile)». Infine il taglio a 60 consigliere : «a fine aprile tornerà in Aula, per la seconda lettura e la definitiva approvazione, la riduzione».


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright