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I pellegrini non esistono più. E allora, tutti a scuola di turismo dalla A alla Puglia

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A S. Giovanni Rotondo tappa dei tavoli del Forum. Serve un’altra accoglienza.

 

 Di strategie e soluzioni per la domanda turistica del Gargano si è parlato lo scorso mercoledì, in occasione della tappa garganica dei tavoli tematici del Forum "Dalla A alla Puglia: Le politiche del turismo per la Puglia", organizzato con sede a Castellana Grotte. Si è tenuto nel Chiostro comunale di San Giovanni Rotondo, alla presenza del sindaco Luigi Pompilio e di Salvatore Messina, rettore dell’Università Europea per il Turismo, del direttore del Gal Gargano Nicola Abatantuono e del presidente di AssoAlbergatori di San Giovanni Rotondo Francesco Fini, di Enrico Salvatori, direttore Confcommercio di San Giovanni Rotondo, e Matteo Fusilli, di Conferercenti Manfredonia, il tredicesimo incontro propedeutico di questa fase itinerante in vista delle cinque giornate del forum che si terranno dal 20 al 23 maggio. "Noi come Università cercheremo di coordinare questo lavoro e abbiamo bisogno di conoscere meglio le problematiche dei vari operatori all’interno di territori a vocazione turistica per realizzare alla fine una sintesi di questi incontri che presenteremo in un convegno che terremo alla presenza dell’assessore regionale Godelli nella giornata conclusiva del Forum, il 23 maggio, presso l’aula magna del rettorato dell’Università di Bari", spiega Giovanni Colonna tra i responsabili del progetto e tra i primi sostenitori della possibilità di avere proprio a Castellana Grotte la sede pugliese dell’Università di Tirana. "Il tavolo tecnico di San Giovanni Rotondo è stato abbastanza animato, nel senso che tutti gli operatori presenti hanno dato il loro contributo e hanno evidenziato i problemi che ci sono", continua il docente dell’Istituto alberghiero di Castellana Grotte. Limitatamente a San Giovanni Rotondo "si è visto che il pellegrinaggio classico -osserva Colonna- non porta grossi giovamenti alla comunità perché si tratta di un turismo mordi e fuggi. Una visita a San Pio e poi via, e gli alberghi rimangono spesso e volentieri vuoti e non c’è una ricettività collegata a una presenza fissa del pellegrino". Le percentuali di presenze e di occupazione delle camere sono molto basse, si aggirano intorno all’l,7%. Significa che ogni turista si ferma non più di due giorni. "Abbiamo visto gli operatori del posto abbastanza coesi in questa necessità di attrarre una domanda che possa incrociare la grande offerta che c’è, anche se non riescono a capire anche loro perché non riescono a mettersi insieme e fare sistema. Cercheremo di individuare le strategie per risolvere questi problemi. Noi cercheremo di intervenire dal basso, cercando di raccogliere tutte le informazioni possibili per poter poi adottare un insieme di politiche del turismo che a maggio daremo nelle mani della Regione e di Pugliapromozione -aggiunge infine- e vedremo insieme come migliorare. Abbiamo un gruppo di esperti nazionali che faranno questo lavoro per noi. L’Università ha organizzato questo incontro con 60 operatori internazionali che si interessano di turismo, tra cui molti ex ministri del turismo spagnoli, portoghesi e francesi che ci consiglieranno su come operare". Tra i38 comuni pugliesi partner dell’Università Europea per il Turismo, San Giovanni Rotondo è l’unico della Capitanata ad aver aderito. "Siamo sempre attenti a tutto quello che riguardi il turismo e quindi non potevamo mancare in questa partnership con l’Università del Turismo", commenta il sindaco Pompilio. "La nostra è una realtà importante sotto il profilo del turismo etico-religioso e San Giovanni Rotondo è una meta certamente non trascurabile. Noi viviamo di turismo e siamo interessati a intercettare qualunque idea, progetto o riflessione arrivi, qualunque apporto che contribuisca a migliorare la nostra offerta e soddisfare
al meglio la domanda". Tra le criticità emerse all’esito del tavolo tecnico cui hanno partecipato una trentina di operatori, tra agenzie viaggi e alberghi, la viabilità e la scarsa formazione degli operatori in termini di accoglienza. "Occorre maggiore cura e preparazione nell’accoglienza degli – ospiti a San Giovanni Rotondo come a Monte Sant’Angelo", osserva Fusilli. "Bisogna accogliere nel migliore dei modi questi flussi importanti di turisti che arrivano nei nostri territori per vivere un’ esperienza non solo religiosa, invece spesso succede che una volta scesi dal pullman vengano assaliti e accolti in maniera affatto educata o professionale. Bisogna sollecitare anche tutti gli imprenditori a realizzare un’accoglienza che possa andare a beneficio anche del resto della città che non riscontra positivi consumi di turisti nelle proprie attività. Serve il maggiore coinvolgimento di tutti, non solo di chi ha le strutture alberghiere". Posizionarsi meglio in ambito internazionale è l’ambizione degli imprenditori del settore, che hanno anche lamentato la scarsa capacità di far sistema tra enti locali, privati ed enti formativi. Piuttosto che di domanda turistica del Gargano, alla fine si è dibattuto esclusivamente delle problematiche che riguardano la città di San Pio, anche per la scarsa partecipazione di operatori della costa, come sottolinea Abatantuono. "La discussione è scivolata su San Giovanni Rotondo, ma per parlare di ricettività turistica bisogna considerare un’unità turistica ampia e non i singoli territori. La formula è mettere insieme gli operatori", per il direttore del Gal Gargano. Il prossimo incontro del Forum si terrà martedì 10 aprile alle ore 15 presso il Castello Ducale di Ceglie Messapica (Br). Si parlerà di costruzione di prodotto. "

Roberta Fiorenti
L’Attacco


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