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Processo Medioevo udienza n.5/ “4.800euro ogni sei mesi” Così si facevano pagare i boss (2)

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“Al matrimonio dell’estorsore” la carta della difesa. Vincenzo Troia partecipò alla cerimonia di nozze di Marco Raduano che ha sposato una delle sue nipoti.

 

 La vittima al matrimonio del suo estorsore. Vincenzo Troia ha partecipato alla cerimonia di nozze di Marco Raduano che nel maggio del 2010 ha sposato una delle nipoti dell’imprenditore di slot machine. Già durante l’esame da parte del pm di ieri, l’imprenditore aveva raccontato di "aver partecipato a quel rnatrimonio solo per stare vicino a mia sorella (madre della sposa, ndr) perchè, il marito decise di non presentarsi perche non era affatto d’accordo che la figlia sposasse Raduano. Fui praticamente costretto . La difesa ovviamente ha giocato a lungo sulla sua presenza il giorno del matrimonio di quello che, stando ai suoi racconti, era il suo estorsore proprio in quel periodo e da circa due anni. L’avvocato Francesco Santangelo, durante. il controesame ha tirato fuori le fotografie di quel giorno in cui lo stesso Troia è immortalato durante la cerimonia. Oltre a lui quel giorno c’era anche il figlio Pierino con la fidanzata e il figlio di Pino Vescera, altra vittima delle estorsioni di Raduano e Notarangelo. “Si c’eravamo, ma siamo andati al matrimonio solamente per dare sostegno a mia sorella – ha risposto Raduano alla domande della difesa – . Il marito non era d’accordo che la figlia sposasse Raduano e allora non venne. Io e le mie sorelle decidemmo di partecipare per stare vicino a mia sorella. Non facemmo neanche il regalo". "Dalle foto sembrate tutti sorridenti. Non mi sembrate costretti . Suo figlio, che è anche suo socio ed era probabilmente al corrente delle estorsioni, è stato costretto a partecipare?" ha chiesto Santangelo a Troia. "Sorridevo perchè non ero ad un funerale, ma quel giorno feci solo la presenza. Spesso mi allontanavo e andavo a trovare il padre della sposa. Mio figlio non è stato costretto e comunque era al corrente di chi fosse Raduano e che fossimo sotto estorsione". La difesa ha mostrato 8 fotografie al Tribunale. Foto in cui, a parere dei legali di Raduano e Notarangelo, Troia appariva disteso e sorridente e non indotto a partecipare. I legali dei due, Santangelo e Carlo Mari, ai quali da ieri si è aggiunto anche l’avvocato Giancarlo Chiariello, sono riusciti poi a far emergere come Troia in realtà già conoscesse Angelo Notarangelo e come i due, in un passato non troppo remoto, fossero addirittura in affari.
"Conosce il bar ‘II Pozzo dei desideri’?’; hanno chiesto al teste.
"Si ora non c’è più".
La difesa "E chi lo gestiva?".
"Angelo Notarangelo" ha risposto Troia.
"Chi riforniva quel bar di slot machine?"
"Io" ha risposto Troia confermando quindi di aver intrattenuto rapporti professionali con l’imputato. "E’ vero che nel 2008 lei pensò anche di cedere la sua attività professionale a Notarangelo?" ha insistito la difesa.
“Sì, per un po’ ho pensato di farlo".
"Aveva anche già deciso la cifra e fece la proposta?".
"Si chiesi 500mila euro, ma poi non se ne fece più niente".

La strategia della difesa è servita a far intendere al Tribunale, formato dal presidente Antonio Palumbo e dai giudici a latere Buccaro e Dello lacovo, come tra Troia, Notarangelo e Raduano i n realtà ci fossero dei rapporti datati e che tutto quello che ha raccontato l’imprenditore potrebbe ricollegarsi anche ad affari che poco avrebbero a che fare con le estorsioni.

Luca Preziusi
L’Attacco


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