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Cagnano Varano/ Mentre la Corte d’Assise lo assolveva la Cassazione ordinava l’arresto-bis

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La singolare concomitanza per l’allevatore imputato di duplice omicidio: è tornato in libertà.

 

 Proprio mentre giovedì mattina la corte d’assise di Foggia assolveva l’allevatore settantaquattrenne Michele Pasquale De Gregorio (ed il figlio Cosma Damiano di 48 anni) dall’accusa di aver ucciso due anni fa a colpi di lupara due compaesani, la Corte di Cassazione di Roma ordinava che l’anziano garganico venisse riportato in carcere dagli arresti domiciliari dov’ era stato posto un anno fa per l’età avanzata. Chiaramente l’assoluzione (di cui abbiamo dato notizia di ieri, ndr) ha fatto venir meno il provvedimento di cattura e Michele Pasquale De Gregorio è tornato un uomo libero. Padre e figlio furono arrestati dai carabinieri il 23 gennaio del 2011, su ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip di Lucera su richiesta della Procura, per il duplice omicidio di Pietro e Sante Zimotti , padre e figlio di 47 e 26 anni, allevatori di Cagnano Varano uccisi a fucilate la mattina del 7 dicembre del 2010 mentre tagliavano legna in una radura nell’ agro di Cagnano. Il 14 aprile 2011 il gip di Lucera, accogliendo l’istanza difensiva, aveva concesso a Michele Pasquale De Gregorio gli arresti domiciliari considerata l’avanzata età. Una decisione contestata dalla Procura di Lucera che aveva presentato appello al Tribunale del riesame: il 30 luglio scorso i giudici del riesame avevano dato ragione ai pm e ordinato che l’anziano allevatore venisse riportato in cella. Gli avv. Raul Pellegrini e Antonella Palumbo, difensori di Michele Pasquale De Gregorio, avevano presentato ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici del riesame bloccando così l’arresto bis dell’anziano allevatore. La Cassazione aveva fissato l’esame del ricorso difensivo proprio nella giornata di giovedì, quando la corte d’assise di Foggia entrava in camera di consiglio per emettere la sentenza. L’avv. Pellegrini aveva fatto presente la circostanza alla Suprema Corte chiedendo il rinvio dell’udienza: la Cassazione ha invece esaminato la posizione di Michele Pasquale De Gregorio (oggetto del ricorso era «soltanto» la sussistenza delle esigenze cautelari, cioè se dovesse o meno tornare in cella, e non il quadro indiziario, rimarca il legale) e rigettato il ricorso difensivo e confermando quindi la decisione dei giudici del riesame. Il che avrebbe comportato l’arresto-bis dell’anziano garganico per riportarlo dietro le sbarre. Una decisione, quella della Cassazione, superata ovviamente dalla sentenza di primo grado che ha assolto padre e figlio per non aver commesso il fatto con conseguente scarcerazione dei due: Michele Pasquale De Gregorio, come detto, era ai domiciliari; il figlio Cosma Damiano era in carcere. «Questa mattina» (ieri per chi legge, ndr) «ho comunque depositato – un’istanza alla cancelleria della corte d’assise di Foggia» commenta l’avv. Pellegrini «per revocare l’ordine di carcerazione o in alternativa ordinare alla Procura di Lucera di non emettere l’ordine di carcerazione per il sopravvenuto venir meno del titolo cautelare». Cosa che peraltro la Procura aveva già fatto alla luce del verdetto assolutorio: il pm, che chiedeva l’ergastolo per padre e figlio, farà appello contro la sentenza di primo grado.


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