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Manfredonia/ L’ultimo saluto a Franco Mancini

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Non è bastata la pur grande cattedrale di Manfredonia per accogliere parenti e amici che hanno voluto salutare Franco Mancini, l’ex portiere di Foggia, Bari, Lazio, Napoli e Salernitana, e quest’anno preparatore dei portieri del Pescara.

 

  C’erano tutti: dai suoi compagni di squadra nel Foggia di Zemanlandia (Rambaudi, Di Biagio, Di Bari, Padalino, Baiano) agli allenatori Zeman, Bucaro e De Canio, alle squadre e ai quadri dirigenziali al completo di Foggia, Pescara e Manfredonia, ai tifosi di queste squadre ai quali si sono aggiunti anche quelli del Bari. E poi tanta gente comune, giunta da tutta la Puglia e dalla sua Matera. Tutto il mondo del pallone ha voluto rendere omaggio al grande ‘Mancio’. Gigi Buffon prima di Juve – Napoli ha esibito la maglia con la scritta ‘Ciao Franco’, Marco Storari, l’altro portiere del club bianconero, ha inviato una corona di fiori. Nel momento dello sgomento che precede l’elaborazione del lutto il ricordo comune dell’uomo più che dell’atleta. Prima dell’omelia officiata da don Leo Abbascià, l’arcivesvovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons, Michele Castoro, nel fare le condoglianze alla famiglia, ha invitato i tanti giovani presenti a ‘utilizzare bene la vita, per fare bene agli altri. La morte – ha detto Castoro – non è la fine di tutto, ma il passaggio alla vita con Dio. Una vita di pace e di luce, e Franco Mancini è già lì’. Infine le parole del figlio Francesco Pio, chiamato in causa da don Leo. ‘Papà ora si trova in un mondo migliore, ecco perchè io con il mio fratellino Alessandro e mamma Chiara non siamo tristi’.

Saverio Serlenga


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