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Vieste – I TRABUCCHI, LA RELAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE E L’ONORABILITA’ DI ENZO SPALATRO

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«Si è trasformata una condotta meritoria in una fatto illecito»
La tormentata vicenda dei trabucchi storici di Vieste è tornata alla ribalta nel corso di un recente Consiglio comunale. A porre in discussione il tema sono state le opposizioni con una mozione avente da oggetto «la tutela e la salvaguardia dei trabucchi storici».

In riscontro a tale mozione, nel corso della seduta dell’assise municipale, è stata letta una relazione redatta dal responsabile del procedimento, il funzionario comunale Giannicola Ruggieri in cui, nel ricostruire la vicenda dei trabucchi storici di Vieste, erano riportate affermazioni molto gravi nei confronti di Enzo Spalatro, memoria storica dei "giganti di legno" del Gargano nonché presidente pro-tempore dell’Associazione Trabucchi del Gargano Onlus.
Lo scorso 17 marzo l’avvocato foggiano Nicola Zingrillo, su incarico di Enzo Spalatro, ha scritto al sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, una lettera, inviata per conoscenza anche alla redazione de "Il Faro".
La nota del legale fa riferimento proprio a quella relazione letta in Consiglio comunale in quanto «la stessa oltre a contenere numerose inesattezze ed una ricostruzione non veritiera dei fatti accaduti, è contrassegnata da affermazioni di carattere calunnioso e diffamatorio». La frase in questione è quella in cui si dice che «il sig.Spalatro e/o l’Associazione Onlus  I Trabucchi del Gargano ha illegittimamente intascato il denaro dell’assicurazione in quanto il sinistro è avvenuto quando la concessione demaniale era già stata revocata».

 

Il carattere «calunnioso« della frase viene motivato dal legale perché «attribuisce a Spalatro un reato, l’appropriazione di somme non di sua spettanza», mentre quello «diffamatorio» perché «offende la reputazione di Spalatro […] dinanzi a tutto il Consiglio comunale ed alla cittadinanza di Vieste, attribuendo condotte illegittime e comportamenti fraudolenti adombrando nelle ignari cittadini il dubbio che si sia "intascato" somme non proprie». Così «si sono stravolti completamenti i fatti e si è trasformata una condotta meritoria in un fatto illecito».
L’assicurazione, o meglio il risarcimento dell’assicurazione in questione, è quella relativa al danneggiamento subìto dal trabucco di Punta Santa Croce (o del Porto) a causa di una barca a vela. «Il naufragio della barca a vela — si dice nella nota del legale — è effettivamente avvenuto dopo la revoca della concessione ed il sig.Spalatro, contattato dalla Capitaneria di porto, si è adoperato, pur non avendone alcun obbligo, per la tempestiva messa in sicurezza del trabucco sia per consentire la ripresa della navigazione che per evitare ulteriori danni alla struttura». Così, «nell’esclusivo interesse della Città di Vieste», Spalatro «si è adoperato perchè la compagnia assicurativa del natante risarcisse il danno». Questa linea di condotta viene ribadita spiegando che Spalatro «ha agito per un solo fine: restituire alla città di Vieste il Trabucco del Porto nella perfetta integrità». Peraltro il legale evidenzia come «in tutto il periodo intercorso tra la revoca della concessione ad oggi nessun altro soggetto, ente od istituzione ha preso in consegna il trabucco ed il sig.Spalatro ha sentito il dovere di preservare questo bene".
In merito alle somme rinvenienti dal risarcimento dell’assicurazione, depositate sul conto corrente postale dell’Associazione, nella lettera si spiega che Spalatro «ha reso la cosa di pubblico dominio dichiarando pubblicamente di aver ricevuto il risarcimento, dando la disponibilità a curare il restauro e chiedendo al Comune le necessarie autorizzazioni».
In conclusione, visto che «in presenza di una tale documentata condotta» di Enzo Spalatro, i contenuti di quella relazione l’hanno gravemente offeso, il legale, riservandosi altre azioni, chiede al sindaco Ersilia Nobile che «con comunicato alla redazione de "Il Faro" si scusi con il mio assistito ritrattando l’affermazione sopra richiamata».
Al di là di questa richiesta, va ricordato che in un Consiglio comunale successivo a quello in cui fu letta la relazione in questione, Domenico Spina Diana, capogruppo consiliare di "Ripartiamo", sostenendo fermamente l’onestà e la dirittura morale di Enzo Spalatro, fece la richiesta (prontamente accolta) che la frase incriminata fosse stralciata dalla relazione.


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