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Edilizia/ Primo sì alla legge regionale sul fascicolo di fabbricato

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Monitoraggio anti-sismico e schede per tutti gli edifici. Sanzioni fino a 50mila euro.

 

 Tutti i fabbricati di nuova costruzione in Puglia, sia privati che pubblici, dovranno essere dotati
del fascicolo del fabbricato. E quanto prevede il disegno di legge approvato ieri all’unanimità dalla
quinta Commissione, presieduta da Donato Pentassuglia (Pd). Il provvedimento congegnato dall’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati è stato emendato prevedendo l’erogazione, in sede di prima applicazione della legge, da parte della Regione di appositi contributi finanziari in favore dei Comuni o dei proprietari dei fabbricati esistenti. Il fascicolo del fabbricato è istituito per tutti gli edifici di nuova costruzione, sia’ pubblici che privati, e dovrà contenere tutte le informazioni riguardanti la situazione progettuale, urbanistica, edilizia, catastale, strutturale, impiantistica, nonché i dati dei relativi atti autorizzativi. Dovrà essere aggiornato ogni dieci anni e comunque in occasione di ogni lavoro o di modifica significativa dello stato di fatto o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato, o di parte di esso. L’aggiornamento dovrà essere effettuato anche nel caso di lavori eseguiti da enti erogatori di pubblici servizi (luce, acqua, gas, telefono, ecc.). Quanto ai fabbricati esistenti, nella «Scheda informativa» dovranno essere riportate informazioni che vanno dall’anno di costruzione al referto tecnico di verifica della condizione statica attuale, al certificato di abitabilità, alla tipologia della struttura portante dell’edificio e degli orizzontamenti, oltre ad altri dati ritenuti indispensabili. Anche in questo caso la scheda dovrà essere aggiornata ogni dieci anni e, sempre entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, i Comuni raggrupperanno i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale, sulla base delle informazioni e delle conoscenze sulle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo, e predisporranno un cronoprogramma definito in base al livello di rischio. Per quanto riguarda invece i fabbricati pubblici e privati ad uso pubblico, interventi che riguardino in particolare le soprelevazioni e gli aggregati, sarà necessario redigere il progetto di messa in sicurezza delle unità strutturali sottostanti ed adiacenti, anche se attinenti a proprietà diverse. Le sanzioni vanno da una pena pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro nei confronti dei soggetti inadempienti, con la contestuale sospensione dell’agibilità per gli immobili sui quali non saranno effettuate le verifiche. Se l’inadempienza è commessa dai Comuni, scattano i poteri sostitutivi della Regione attraverso un commissario ad acta. Infine, gli immobili ritenuti a rischio dovranno essere oggetto di messa in sicurezza da parte dei proprietari e, qualora i comuni dovessero accertare mancati interventi si procederà alla revoca dei titoli edilizi eventualmente esistenti, allo sgombero forzato degli edifici e ai lavori di messa in sicurezza in danno dei proprietari. Per gli edifici abusivi non oggetto di condono, per i quali sia stata accertata una situazione a rischio, sarà disposta l’immediata demolizione da parte del comune con spese a carico del proprietario. «Sul tema della tutela della vita umana il dibattito politico non può far scontare divisioni» ha detto Amati commentando il voto unanime.


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