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Ricerche di idrocarburi nell’Adriatico: dopo le Tremiti, adesso è Vieste a tremare

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L’opposizione del comitato No Petrolio.

 

 Indignazione del Comitato "No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili" che fa sapere di aver presentato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali le osservazioni relative all’istanza di permesso di prospezione in mare della Petroleum Geo-Services.
L’area oggetto della istanza ha un’estensione di circa 14.327 chilometri quadrati ed è ubicata nella zona antistante le coste pugliesi. Il punto più a nord si trova a circa 28-29 miglia nautiche da Vieste mentre il punto più a sud dista circa 25 miglia da Santa Maria di Leuca. In pratica, la richiesta presentata dalla società petrolifera interessa tutta la costa pugliese, ad una distanza che viene ritenuta a rischio dal comitato. E’ in atto da diversi mesi, una strategia di aggressione di tutto l’Adriatico meridionale, tale da rendere utile economicamente per una società la realizzazione di uno studio da cedere, successivamente, a terzi. Per scongiurare tale rischio è inevitabile, oltre al contrastare istanza per istanza, una modifica sostanziale degli attuali regolamenti e leggi, in questo momento fortemente favorevoli alle attività delle compagnie petrolifere.  "Il Comitato, impegnato da quasi tre anni in una battaglia costante, giorno per giorno, istanza dopo istanza, – dice Silvia Russo portavoce – continua a lavorare energicamente, nel silenzio e senza proclami. Ma è inevitabile sottolineare ‘che il coinvolgimento politico, cercato e ottenuto il 21 gennaio scorso, con la manifestazione di Monopoli, oltre i risultati già prodotti, quali l’attenzione istituzionale dell’Europa, debba produrre il pronunciamento ufficiale dei partiti politici a livello nazionale, senza il quale il cosiddetto governo tecnico, fin troppo schierato a favore delle compagnie petrolifere, continuerà a far avanzare richieste e permessi." Il parere degli enti locali e dei cittadini non è vincolante, pur avendo un valore decisamente significativo qualora un’intera comunità si esprima in maniera fortemente negativa. Va dunque positivamente commentata la presa di posizione del Comitato. Intento della Northern Petroleum è di ottenere i permessi in modo da poter effettuare le
prospezioni nella "stagione autunnale /invernale 2012 – 2013". Ovviamente è un’indicazione di
principio che dipende dalla velocità con la quale le autorizzazioni saranno concesse e con la disponibilità di navi oceanografiche adeguate allo scopo. La Northern Petroleum è titolare di altre sette istanze di ricerca idrocarburi (tutte 2D), al largo delle coste pugliesi, alcune delle quali non molto lontane dalla nostra costa.

Michele Delli Carri
Quotidiano di Foggia


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