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Vieste – Uomo si toglie la vita (2)

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Un lavoro sbagliato, la preoccupazione di non essere più in grado di esercitare con professionalità il proprio mestiere di muratore, il lungo periodo di inattività, la depressione che da anni lo aveva avvolto.

Infine, il suicidio. Questa la trama, inaspettata, della vita di un dinamico piccolo imprenditore edile di Vieste, M.V., 52 anni, sposato e padre di due figli, il quale s’è tolto la vita impiccandosi ad una trave di un piccolo capannone, adibito a custodia attrezzi, di cui il poveretto era proprietario in un fazzoletto di terra in località "Calma", a circa tre chilometri dal centro abitato. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della locale tenenza, l’uomo, che era in cura da più di un anno, avrebbe accompagnato la moglie a casa nella tarda mattinata per poi allontanarsi. Non vedendolo arrivare per l’ora di pranzo, il figlio maggiore, Alessio di 26 anni, è andato a cercarlo in campagna. Qui il giovane ha rinvenuto l’automobile del padre parcheggiata vicino al piccolo capannone. Spalancata la porta del deposito, il povero ragazzo s’è ritrovato di fronte il corpo del padre, penzoloni dalla trave, ormai privo di vita. Inutile ogni soccorso, M.V. era morto da almeno un’ora. Dopo le formalità di rito, il cadavere del piccolo imprenditore edile, molto conosciuto ed apprezzato in città, è stato trasferito all’obitorio del cimitero. Il magistrato non ha disposto l’autopsia. Forse stamani i funerali. La triste vicenda di M.V., ha rattristato un po’ tutti, anche perché l’uomo, di carattere, prima di imboccare il tunnel della depressione, era gioviale e solare. Poi, il male oscuro che lo ha portato alla morte.

Gianni Sollitto


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