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Cemento abusivo a Rodi Garganico

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Apparentemente tutte le autorizzazioni erano al loro posto; in pratica, però, con artifizi e raggiri veniva eluso il parere positivo dell’Ente parco.  Un nuovo ecomostro è stato realizzato in una delle zone più suggestive da un punto di vista paesaggistico della Montagna del Sole: sul belvedere di Rodi, finestra sul Gargano. Sequestrate otto palazzine per un totale di 48 abitazioni che si estendono su una superficie di 21mila metri quadrati, in località "Le Fontanelle", rientranti nel Piano di Zona comunale per l’edilizia popolare ma che, viste le rifiniture di primissima scelta e i materiali di capitolato, di popolare hanno ben poco. Gli inquirenti hanno stimato un valore complessivo dell’immobile che si aggirerebbe intorno ai 20milioni di euro. Otto le persone denunciate, per tutti le accuse sono di violazione in materia ambientale, paesaggistica e di edilizia. Nel mirino dei Carabinieri del Noe di Bari e dei militari della compagnia di Vico, sono finiti imprenditori del settore edile nonchè responsabili dell’ufficio tecnico del comune di Rodi e direttori dei lavori. Gli stessi – secondo le indagini coordinate dalla Procura di Lucera – non si sarebbero affatto preoccupati di sversare i rifiuti altrove: al contrario avrebbero riversato terriccio e materiali di lavorazione lungo i fianchi della collina che domina il centro Garganico, andando così ad innalzare e a modificare il livello del pendio del belvedere. Tre delle 48 abitazioni erano già state vendute e dunque occupate. In questo caso gli investigatori hanno concesso la facoltà d’uso. Tutta l’area è stata posta sotto sequestro, prossimamente sarà avviata una procedura per la confisca dei beni. Non si esclude un possibile abbattimento dell’intero ecomostro.


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