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L’ultimo Report di Legambiente sugli scempi: La capitanata al terzo posto in Puglia per abusi

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Il clamoroso sequestro delle otto palazzine, per un totale di quarantotto appartamenti, che si stanno
realizzando a Rodi Garganico, in località "Belvedere", è caduto a poche settimane dal voto amministrativo.

 La magistratura non detta certamente i tempi, emette i provvedimenti quando ritiene conclusa la fase investigativa; se poi tutto questo cade in piena, campagna elettorale, la valutazione è bifronte. Nel centro garganico, infatti, il 6 e 7 maggio si andrà alle urne per eleggere sindaco e consiglieri comunali; il sequestro degli immobili è diventato, indiscutibilmente, il "tema scottante" della campagna elettorale. Il sindaco, Carmine D’Anelli, non nasconde il suo stupore. "Per noi – spiega – ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno. Questa vicenda puzza di congiura politica». D’Anelli rassicura che come "Comunque siamo sereni». Un dubbio che, forse, D’Anelli si porterà sempre dietro, ma per quanto ci riguarda – rassicura, Nicola Pinto, candidato a succedergli – il sindaco uscente per noi è "il miglior alleato"; non solo, ma vogliamo ricordare al fine di sgombrare ogni dubbio che tra i destinatari delle comunicazioni giudiziarie ci sono anche nostri candidati. Il resto lo lasciamo all’intelligenza dei cittadini". Da parte sua, Alfredo Ricucci, altro candidato alla massima carica cittadina, nel sottolineare che la "magistratura non fa politica, e, non avendo elementi conoscitivi in merito ai titoli di reato contestati, sarebbe stato opportuno che il sindaco, essendo certamente a conoscenza dei capi d’accusa, prima di parlare di "congiura politica", avrebbe fatto bene a renderli pubblici". Soddisfazione viene espressa dal presidente Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, il quale tiene a sottolineare che il provvedimento della magistratura riguarda un complesso edilizio privo dell’obbligatoria e preventiva autorizzazione paesaggistica dell’Ente Parco. Tarantini spiega che secondo i dati del "Rapporto Ecomafia 2011", nella classifica del ciclo illegale del cemento in Puglia, la Provincia di Foggia è terza con cento infrazioni accertate, centootto persone denunciate, tre arrestate e trentaquattro sequestri effettuati. "Il mare pugliese, si sa, attira turisti – aggiunge Tarantini- ma solletica anche gli appetiti di speculatori e abusivi che distruggendo le coste e la macchia mediterranea, spingono la Puglia in alto nella classifica del ciclo illegale del cemento, fino al quinto posto con 566 infrazioni accertate, 728 persone denunciate, 3 arrestate e 317 sequestri effettuati. Nonostante la fiacca del mercato immobiliare, la frequenza di questi episodi testimonia che il business delle ville e delle seconde case al mare non subisce flessioni e questo significa che bisogna mantenere alta l’attenzione sul fronte del ciclo illegale del cemento".

Francesco Mastropaolo


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