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Stabilimenti Balneari/ Ceschin: ispirarsi al modello differenziato del Friuli

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Gli stabilimenti balneari italiani più innovativi, attenti alla suddivisione degli spazi a seconda delle esigenze specifiche dell’utenza diversificata si trovano in maggior numero a Iesolo e Bibbione, e più in generale in Friuli Venezia Giulia.  "Li si sta lavorando molto sulla differenziazione degli spazi e anche degli ombrelloni", riferisce Federico Massimo Ceschin, consulente regionale dell’assessore pugliese al Turismo, Silvia Godelli, ed esperto in marketing territoriale. "Ci sono aree fumatori nelle strutture balneari e anche ombrelloni legati al turismo friendly. Ma vere e proprie località che hanno realizzato politiche non necessariamente legate esclusivamente alla balneazione anche sulle spiagge, puntando soprattutto sulla localizzazione puntando anche sull’ entroterra, si trovano principalmente all’estero. Sulla Costa Azzurra, ad esempio -osserva l’esperto- dall’ ombrellone si possono prenotare escursioni nelle aree protette o degustazioni in Borgogna. questo tipo di servizio è ancora più spinto lungo la costa inglese, probabilmente anche in ragione di temperature meno clementi che rendono le occasioni di svago associate alla balneazione ancora più necessarie". L’offerta di possibilità di escursione che si spingono fino all’estero è assai ricca nelle stazioni balneari lungo il canale della Manica. A Brighton si possono acquistare pacchetti turistici per Parigi o per il Belgio e l’Olanda. "Sono realtà lontane dal nostro immaginario. ci sono località intere dedicate al turismo della terza età, che ha più capacità di spesa, in generale, per cui anche i servizi, i trasporti o i supermercati, hanno un’ attenzione particolare per questa tipologia di utenti. c’è la costruzione di un lavoro di integrazione tra cultura, spettacoli ed eventi non solo legati alla costa, ma che fanno dell’ entroterra un punto di forza. Anche a Blackpool, che è un po’ come la nostra Rimini, per intenderei, prediletta dalle famiglie inglesi, ci sono queste possibilità. una logica che purtroppo manca in Italia, laddove il turismo non è ancora considerato come un comparto degno di attenzione tale per cui le altre politiche pubbliche ruotino intorno a questa economia". La considerazione che si ha del settore del turismo, alla stregua della "cultura che non produce" è di "un valore aggiunto che riempie il tempo libero", osserva Ceschin, "Per cui è difficile-aggiunge infine- che le politiche pubbliche tutte si integrino indagando fino in fondo l’utilità economica e le occasioni di sviluppo che possono scaturire anche da un’ordinanza regionale".


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