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Sanità Puglia/ Chiesto processo per Tedesco

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Tra i reati anche associazione a delinquere. La richiesta di giudizio anche per altre 40 persone. E’ la prima delle 3 inchieste in cui è coinvolto il senatore.

 

 La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla sanità pugliese, e per un’altra quarantina di persone. Si tratta della prima delle tre inchieste a carico di Tedesco che portò alla richiesta di arresto (respinta dal Senato) per l’ex assessore della giunta guidata da Nichi Vendola.
A Tedesco vengono contestati i reati di associazione per delinquere, illecito finanziamento pubblico ai partiti, concussione (anche tentata), abuso d’ufficio, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio, corruzione e falso.
Nell’inchiesta – che sta per essere trasmessa all’ufficio del gup per la fissazione dell’udienza preliminare – sono coinvolti anche l’ex direttore generale della Asl Bari Lea Cosentino, imprenditori, dirigenti di alcune Asl e di ospedali pubblici pugliesi, tre esponenti locali del Pd e l’ex braccio destro dell’allora assessore alla sanità, Mario Malcangi.
Secondo i pm inquirenti Tedesco, assieme ad altre 19 persone, ha costituito un’associazione per delinquere al fine di «commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione». Dal 2005 al 2009 – secondo l’accusa – ha fatto parte di «una rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari e economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso il Tedesco in occasione delle competizioni elettorali». In particolare, la struttura guidata dall’allora assessore – secondo la procura – era in grado di pilotare le nomine di dirigenti generali di Asl pugliesi fatte dalla giunta regionale verso persone di propria fiducia; attraverso i dg si controllava la nomina dei direttori amministrativi e sanitari in modo da «dirottare» le gare di appalto e le forniture verso imprenditori legati a Tedesco (il genero Elio Rubino e l’imprenditore Paolo Emilio Balestrazzi) o da interessi economici ed elettorali (come gli imprenditori Carlo Dante Columella e Francesco Petronella). Tedesco, inoltre, sarebbe intervenuto «attivamente sui direttori generali e sui dirigenti amministrativi e sanitari per nominare quali primari persone di sua fiducia, nonche’ influendo sui vertici amministrativi per destituire dal loro incarico persone che non obbedivano ai suoi ordini».
A carico del senatore (che era Pd e ora è nel gruppo misto) sono in piedi altre due inchieste a Bari: una sugli accreditamenti delle strutture sanitarie private presso il Servizio sanitario regionale (nell’ambito della quale ieri è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 47 persone) e una relativa alla transazione da 45 milioni di euro tra Regione Puglia e ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) nella quale è anche indagato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.


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