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Vieste/ “In Africa si va per “dare” e si torna avendo ricevuto”

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Il racconto dell’esperienza fatta da undici viestani in Rwanda.

 

 Una comitiva partita da Vieste il 21 gennaio scorso ha trascorso 23 giorni in un villaggio del Rwanda nella parte centro-meridionale dell’Africa, per dare il proprio apporto alla popolazione vittima di povertà, malattie altrove banali e con ancora addosso i segni tangibili del genocidio del 1994. La spedizione umanitaria è stata organizzata e condotta da don Giuseppe Clemente, (parroco della Parrocchia della Santa Croce) e da suor Damiana Paglialonga (che opera presso il "Mendicicomio Gesù e Maria" di Vieste) ed ha visto la partecipazione di Libero Guerra, Pietro Bodinizzo, Michele Nobiletti, Tonia Abatantuono, Feliciana Colella, Enza Quitadamo, Michela Prencipe, Michela Basta e Miriam Granatiero. Meta del loro viaggio è stata Kigali, in Rwanda, dove le "Suore Discepole di Gesù Eucaristico" conducono tre missioni basate sull’istruzione e la cura dei bambini. «Com’è possibile che nel 2012 ci sia ancora gente costretta a sperare nella pioggia per avere l’acqua?» è stata la prima riflessione fatta da Libero Guerra appena lo abbiamo contattato. «Lì manca tutto: acqua, cibo, luce, fogna, le baracche sono realizzate in fango e sterco, ma non manca l’umanità: i bambini, soprattutto, ci venivano incontro non per chiedere soldi ma per avere un abbraccio, un sorriso. Per renderli felici bastava cantare una canzoncina, battere con loro le mani e in cambio ricevevamo un sorriso dal valore inestimabile». «Alla partenza non avevamo un compito ben preciso da assolvere – ci confida Guerra – ma non riuscivamo a dimenticare le frasi "aspettatevi di tutto" e "armatevi di spirito di adattamento perché non ‘ andrete in un villaggio vacanze" detteci quando abbiamo espresso il desiderio di fare il viaggio, e così è stato. Abbiamo dormito in alloggi di fortuna e penato per la mancanza di acqua e cibo, ma abbiamo dato il massimo per essere utili a chi ha la sfortuna di nascere in quel posto: abbiamo trasportato legna, raccolto fagioli, erba per gli animali e cucinato per l’intero villaggio». Oltre a dare il proprio apporto manuale, il viaggio in Rwanda è servito per consegnare quasi 4.000 euro raccolti tra i parrocchiani, insieme a cibo ed altri beni di sostentamento. Ed a crescere. «Siamo partiti da Vieste convinti di dover dare qualcosa a quelle popolazioni ma siamo rientrati portando con noi con la consapevolezza che quanto vissuto ci ha accresciuti moralmente e culturalmente». Ma il viaggio chi lo ha pagato? «Noi, ognuno il suo!» è stata la risposta pronta ed orgogliosa che abbiamo ricevuto. L’esperienza vissuta dalla delegazione viestana dal 21 gennaio al 12 febbraio è stata poi raccontata- domenica 25 marzo presso la parrocchia del Santissimo Sacramento. Oltre alle testimonianze dei partecipanti c’è stata la proiezione di un video che ha riassunto la splendida esperienza.

Sandro Siena


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