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Politecnico, Ingegneria lascia Foggia. «Impossibile continuare senza fondi»

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Non sarà attivato il primo anno del corso decentrato. Protestano Comune e Provincia: ora un incontro.

 

 Dall’anno prossimo sarà disattivato il primo anno del corso di laurea di Ingegneria a Foggia, sede decentrata del Politecnico di Bari. Lo ha deciso il Senato accademico del Politecnico barese nella riunione di venerdì scorso, durante la quale sono state approvate le linee guida per l’offerta formativa del prossimo anno. «Il Senato – spiega il rettore Nicola Costantino – ha deliberato che al momento non ci sono le condizioni economiche per attivare il primo anno per il 2012/2013. Naturalmente i corsi del secondo e del terzo anno non sono in discussione. Avevamo ricevuto delle promesse da parte degli amministratori locali, ma niente altro. Se dovesse però arrivare un qualche supporto finanziario sono pronto a convocare subito il Senato accademico. Per agevolare gli studenti di Capitanata sarà riservato a loro uno spazio del nostro collegio e stiamo cercando di capire la possibilità di effettuare uno sconto sulle tasse universitarie per compensare le spese per gli spostamenti da Foggia a Bari». Passa in secondo piano anche il problema della sede (quella attuale viene ritenuta inadeguata, e nei mesi scorsi erano state offerte alternative da parte di Assindustria Foggia e Università di Foggia).

 I corsi (al primo anno è attivo Ingegneria civile, gli anni successivi Ingegneria civile e Ingegneria meccanica, per un totale di 700 iscritti) sono retti da supplenti che svolgono il lavoro gratuitamente. «Non li possiamo retribuire, e non siamo neanche in grado di coprire le spese di viaggio: per questo non ci sono più docenti disposti a insegnare a Foggia», spiega Costantino. Per coprire le spese per i poco più di venti docenti di Foggia servirebbero circa centomila euro, continua il rettore. Contributo che, come nel caso delle sedi decentrate di Taranto, potrebbe essere fornito dalle amministrazioni locali. «A Taranto riceviamo dalla Provincia 300mila euro per tre corsi di laurea, a Foggia potrebbe essere necessario un terzo di quelle risorse». Gli enti che potrebbero «salvare» i corsi foggiani di Ingegneria potrebbero essere, spiega il rettore, il Comune, la Provincia o l’Assindustria.

Comune e Provincia non ci stanno. «Apprendiamo con grande rammarico e nell’inusuale forma delle notizie di stampa che il Senato accademico ha deciso avviare lo smobilizzo della sede distaccata di Foggia della Facoltà da Lei presieduta», scrivono in una lettera congiunta il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, e il presidente della Provincia, Antonio Pepe. «Una scelta – continuano – a nostro parere,quanto meno inopportuna alla luce dell’impegno assunto dalle Istituzioni e dalle Organizzazioni imprenditoriali a ricercare i percorsi più idonei a proseguire ed implementare un’esperienza strategica per il territorio, e che ci ha indotti ad individuare soluzioni meritevoli di un esame più approfondito». «Il Senato accademico – continuano – avrebbe dovuto avere maggiore rispetto verso la comunità foggiana in considerazione della collaborazione operativa e del sostegno finanziario garantiti, che siamo disponibili a rafforzare attesa l’importanza annessa alla presenza della Facoltà di Ingegneria per i nostri giovani e le nostre imprese». La lettera si conclude con la richiesta di «sospendere ogni procedura e di fissare con la necessaria urgenza un incontro operativo con l’obiettivo di scongiurare la soppressione della sede distaccata della facoltà di Ingegneria».

Ludovico Fontana


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