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Le Gemme del Gargano sul podio de “Il fanciullo e il folclore”

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"La raccolta non più donna” un documentario sulla raccolta delle olive a Cagnano e nel Gargano ideato da Leonarda Crisetti  e realizzato da Gianni Cerrone, ha vinto il terzo premio del concorso nazionale “Il Fanciullo e il Folclore” bandito dalla FITP (Federazione Italiana Tradizioni Popolari).

 Il bando 2012 aveva per tema l’incontro con le nuove generazioni. Cosicché, dopo un anno di riposo, per la quarta volta, dopo avere conseguito due primi posti e un secondo posto in questo  concorso che vede ogni anno la partecipazione di gruppi nazionali e internazionali, "Le gemme del Gargano" hanno deciso di scendere nuovamente in campo. Con una novità, dal momento che il concorso, questa volta,   non prevedeva una fiction interpretata da bambini, né un racconto simile ad un reperto archeologico, ma un video  che documentasse una realtà produttiva del nostro territorio.
 Leonarda Crisetti, contattata anche quest’anno da Gianni Cerrone, ha scelto la tematica, ideato titolo, prodotto il testo e offerto suggerimenti sulla realizzazione del documentario, affidata al presidente del gruppo, il quale con molta cura e impegno ha allestito le scene con  donne e uomini in costume e registrato le interviste, reperito le immagini, poi ricomposte e accompagnate da brani musicali da Michele Pelusi. Ad Antonella Curatolo e ad Ernestina Stefania il compito di  “narratrici”.
Il compito non è stato agevole, soprattutto perché bisognava conciliare le esigenze della durata con quelle del ritmo narrativo. Un buon documentario, secondo la Crisetti, avrebbe avuto bisogno di tempi un po’ più distesi, almeno 25 minuti contro i 15 assegnati dalla Commissione. Per accennare alla questione che ruota intorno alla raccolta, all’olio e all’olivo, si è dovuto pertanto operare una stringente sintesi.
Il filmato documenta i tempi, i mezzi, i modi e le tecniche della raccolta delle olive, un’attività tipicamente mediterranea, a Cagnano Varano (FG) declinata pressoché esclusivamente al femminile, costituendo per la donna quel rito d’iniziazione che le ha consentito di uscire di casa e farsi conoscere, di urlare a tutti la sua condizione,  cantando struggenti significativi stornelli dall’alto della scala appoggiata all’albero di ulivo.
In questo paese del Gargano, fino a trent’anni fa, il possesso di due soli ulivi costituiva il motivo sufficiente per fare litigare due fratelli, mentre oggi il frutto prezioso di interi uliveti è lasciato in pasto agli uccelli, visto l’alto costo  della raccolta.
Al contempo, il documentario dà conto delle funzioni magiche dell’olio, una sostanza virtuosa e polisemica che alcune divinità hanno voluto donare al genere umano, lasciando emergere nella nostra società complessa la presenza di comportamenti immutabili, credenze riconducibili ai tempi pre-cristiani.
Le risposte al questionario, ideato per l’occasione, ma soprattutto le interviste e le storie di vita, documentano come il rapporto col sacro continui ancora oggi. Accade di vedere perciò che mentre la raccolta non è più donna e l’industria olivicola è in drammatico declino, i rituali con l’olio non cessano, probabilmente perché fanno parte delle costanti dell’umanità, per superare i problemi e le incertezze della vita.
Gli auguri della redazione del mensile "Il Gargano nuovo" vanno alla Crisetti e al gruppo “Le Gemme del Gargano” per questa nuova avventura che li ha visti partecipare ad Alberobello nei giorni 20-22 aprile e salire sul podio dei vincitori.
Il corto aveva riscosso consensi e successo di pubblico già a Cagnano Varano. La sera del 14 aprile nell’auditorium del liceo psicopedagogico "De Rogatis", il dirigente scolastico Antonio Scalzi, Leonarda Crisetti, Antonietta Curatolo, i gruppi senior e junior de “Le gemme del Gargano”, il  presidente Gianni Cerrone e molti convenuti,  avevano presentato in anteprima il corto che in 15 minuti documenta le difficoltà registrate oggi dal settore dell’olivicoltura a Cagnano e in tutto  il Mezzogiorno d’Italia.
Il gruppo junior si era esibito nelle danze “La  farfalla”, “Quadriglia popolare” e “Tarantella sotto le stelle”; il gruppo dei grandi nella “Tarantella delle comari”, “La canciosa”, “La taranta”; Antonio Di Cataldo, accompagnato dalla sua chitarra battente e da Palma Stefania, aveva interpretato “’Na donna me vo dà quatt’aulive”, storia di una giovane donna che cerca di sedurre un uomo, tentandolo con un piattino di olive gustose.  
 

Teresa Rauzino


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